Il gatto Ernesto, abbandonato, trova una nuova famiglia dopo una vita difficile
A notare le sue condizioni critiche è stata Mavj Davanzo, pilastro dell’associazione milanese. Ernesto non camminava come gli altri gatti: si muoveva con balzi simili a quelli di un coniglio e assumeva posture quasi umane quando riposava. Le analisi cliniche hanno rivelato una realtà drammatica: a soli 4 anni, il micio soffre di una gravissima fragilità ossea dovuta a una carenza cronica di calcio. «L’ipotesi dei medici è che sia stato nutrito in modo totalmente errato, forse con cibi per l’infanzia umana. Il risultato è uno scheletro fragilissimo, quasi di cristallo», racconta Mavj.
Una scommessa d’amore oltre la malattia
Nonostante il quadro clinico complesso lasciasse presagire un’adozione difficile, il destino ha voluto che Beatrice e Dario incrociassero il suo sguardo. Galeotta fu la madre di Beatrice, volontaria al rifugio, che segnalò il gatto alla figlia proprio mentre i due erano immersi nel turbine dei preparativi matrimoniali. Per Dario, che non aveva mai condiviso il tetto con un felino, è stata una rivelazione immediata. L’ingresso ufficiale di Ernesto in famiglia è avvenuto solo dopo un periodo di cure intensive fornite dai volontari per stabilizzare la sua salute.
