Indagine CNA: metà imprenditori evita previsioni, regna incertezza nel mercato attuale
Dario Costantini, durante l’evento Cna Faccia a faccia con i leader politici, presenta l’indagine annuale della CNA su oltre 2.500 piccole imprese italiane, che evidenzia un clima di incertezza economica per il 2024. Il 53% degli imprenditori non formula previsioni, ma gli ottimisti superano i pessimisti, soprattutto tra i giovani under 40 e nel Mezzogiorno. Le principali criticità segnalate restano la carenza di personale, i costi energetici e la concorrenza sleale. Le aziende mostrano segnali contrastanti riguardo a fatturato, investimenti e occupazione, con settori e aree geografiche che testimoniano diverse aspettative sul futuro.
Economia incerta per artigiani e piccole imprese: ottimismo tra i più giovani e nel Mezzogiorno
A Roma, la situazione economica per artigiani e piccole imprese nel 2024 appare ancora caratterizzata da incertezza, come emerge dall’indagine annuale dell’Area Studi della CNA su un campione di oltre 2.500 imprese italiane. Più della metà degli imprenditori, il 53%, non si sbilancia nelle previsioni, segnalando una prudenza diffusa. Nonostante ciò, gli imprenditori ottimisti raggiungono il 23,8%, superando la quota dei pessimisti, con un aumento rilevante tra i più giovani under 40.
Tra i principali problemi segnalati si confermano la carenza di personale qualificato, l’aumento dei costi energetici e la concorrenza sleale, fattori che continuano a frenare la crescita delle imprese. A livello internazionale, il clima resta influenzato da guerre, tensioni geopolitiche e politiche commerciali restrittive da parte di Stati Uniti e Cina. In questo contesto, quasi un quarto degli imprenditori prevede una crescita dell’economia italiana, mentre il 23,2% si aspetta un andamento negativo.
Guardando alle prospettive aziendali, cresce la percentuale di imprenditori che immagina un peggioramento dei risultati (26,1%), mentre solo il 15,5% prevede miglioramenti. Un terzo delle imprese si aspetta una riduzione del fatturato, in particolare nelle esportazioni, e quasi il 40% intende ridurre gli investimenti. Per quanto riguarda l’occupazione, il 70% delle imprese prevede di mantenere stabile il numero di dipendenti, il 20% pensa invece a una riduzione e il 10% si aspetta un aumento dell’organico.
Le previsioni negative sono più marcate nei settori manifatturiero, specialmente nell’automotive e nel tessile-abbigliamento. Nei servizi, le opinioni positive e negative si equivalgono, mentre nel comparto delle costruzioni prevale un atteggiamento positivo da parte di oltre il 30% delle imprese. Dal punto di vista territoriale, il Mezzogiorno mostra un miglioramento significativo del sentiment sia sull’economia complessiva sia sulle singole attività, mentre nelle regioni centrali prevalgono le aspettative negative. Gli imprenditori più giovani risultano essere i più fiduciosi, con oltre il 30% che prevede una crescita del ciclo economico e quasi il 40% che si aspetta un incremento dei risultati aziendali nel 2026. Dario Costantini, Presidente della CNA, sottolinea come questi elementi indicano una situazione dominata dall’incertezza, ma con segnali positivi provenienti soprattutto dalla nuova generazione di imprenditori.
Artigiani e PMI italiane tra incertezza economica e segnali di ottimismo per il 2024
ROMA – L’incertezza continua a caratterizzare le aspettative economiche di artigiani e piccole imprese per il 2024. Secondo l’indagine annuale realizzata dall’Area Studi della CNA su un campione rappresentativo di oltre 2.500 imprese italiane, più della metà degli imprenditori (53%) non formula previsioni precise sull’andamento economico dell’anno in corso. Nonostante questo quadro ambivalente, emerge una crescita degli imprenditori ottimisti, che raggiunge il 23,8%. Questo atteggiamento positivo è particolarmente marcato tra gli under 40, che mostrano una maggiore fiducia nelle prospettive di crescita rispetto alle altre fasce d’età.
Il sondaggio mette in luce un miglioramento del sentiment nelle regioni meridionali, dove il 35% degli intervistati si aspetta una ripresa dell’economia e il 26% nutre aspettative positive per la propria impresa. Nel Centro Italia, al contrario, permangono previsioni più pessimistiche, mentre al Nord la situazione appare più stabile. Tra le principali difficoltà che gli imprenditori indicano spiccano la carenza di personale qualificato, l’aumento dei costi energetici e la concorrenza sleale, problematiche che continuano a mettere a dura prova il tessuto produttivo nazionale.
Sul piano operativo, un’impresa su tre prevede una riduzione del fatturato, in particolare nel settore delle esportazioni, e quasi il 40% intende diminuire gli investimenti. Solo una minoranza, pari a circa un’impresa su sei, ha programmato incrementi nelle spese per beni strumentali. Per quanto riguarda l’occupazione, il 70% degli imprenditori prevede di mantenere stabile l’organico, mentre il 20% ipotizza una riduzione del personale e soltanto il 10% immagina un aumento dei dipendenti.
Analizzando i dati per comparto, la manifattura è quella che manifesta le maggiori difficoltà, soprattutto a causa delle turbolenze nei settori automotive e tessile-abbigliamento. Nei servizi, le imprese si dividono quasi equamente tra chi esprime aspettative positive e chi negative, mentre l’edilizia mostra segnali più incoraggianti, con oltre il 30% delle aziende orientate al miglioramento. In sintesi, l’incertezza resta il tratto dominante del 2024, ma una fetta significativa di imprenditori guarda con fiducia al futuro, in particolare le nuove generazioni.
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