Inflazione novembre rallenta a +1,1% anno: dati ufficiali Istat aggiornati
A novembre 2025 l’inflazione in Italia rallenta, con l’indice nazionale dei prezzi al consumo (NIC) che segna un aumento annuo dell’1,1%, il livello più basso da gennaio. La diminuzione è dovuta principalmente al rallentamento dei prezzi nei trasporti, alimentari non lavorati, servizi ricreativi e culturali, e una maggiore flessione degli energetici regolamentati. La crescita dei prezzi dei beni diminuisce lievemente, così come quella dei servizi, riducendo il divario inflazionistico tra i due settori. L’inflazione di fondo si attesta all’1,7%, con un calo anche nel costo del “carrello della spesa”. L’indice FOI per le famiglie di operai e impiegati registra un aumento annuo dell’1%.
Inflazione a Novembre 2025: Rallentamento e Differenze tra Settori
A novembre 2025, l’indice nazionale dei prezzi al consumo per l’intera collettività (NIC), escluse le sigarette, registra una diminuzione dello 0,2% rispetto al mese precedente, mentre su base annua cresce dell’1,1%, leggermente al di sotto della stima preliminare dell’1,2%. Questi dati sono stati resi noti dall’Istat e segnalano un lieve rallentamento dell’inflazione rispetto al mese precedente, che presentava una crescita dell’1,2%.
La riduzione del tasso di crescita su base annua è principalmente riconducibile al rallentamento dei prezzi in diversi comparti, tra cui i servizi di trasporto, i prodotti alimentari non lavorati e lavorati, oltre ai servizi ricreativi, culturali e per la cura della persona. I prezzi degli energetici regolamentati mostrano una flessione più marcata, mentre quelli relativi ai servizi di comunicazione continuano a diminuire. È da notare che i prezzi degli energetici non regolamentati segnano una leggera ripresa, contribuendo a compensare parzialmente la tendenza generale al ribasso. L’inflazione di fondo, calcolata al netto degli energetici e degli alimenti freschi, passa da un +1,9% a un +1,7%, confermando la tendenza a un moderato rallentamento.
Nel confronto tra beni e servizi, la crescita annua dei prezzi dei beni rallenta dallo 0,2% allo 0,1%, mentre quella dei servizi si riduce dal 2,6% al 2,3%. Questo determina un calo del differenziale inflazionistico tra i due settori, che scende a 2,2 punti percentuali. Segnano un rallentamento anche i prezzi dei beni alimentari e dei prodotti per la cura della casa e della persona, oltre a quelli dei prodotti ad alta frequenza di acquisto.
Dal punto di vista congiunturale, la diminuzione dell’indice generale è soprattutto dovuta a una contrazione dei prezzi nei servizi ricreativi, culturali e di cura della persona, così come nei servizi di trasporto, fenomeno influenzato anche da fattori stagionali. Questi effetti sono parzialmente bilanciati dall’aumento dei prezzi degli energetici non regolamentati e di alcuni alimenti non lavorati. L’inflazione acquisita per il 2025 si attesta all’1,5% per l’indice generale e all’1,8% per la componente di fondo. L’indice armonizzato dei prezzi al consumo conferma un calo mensile dello 0,2% e una crescita annua dell’1,1%, mentre l’indice FOI per le famiglie di operai e impiegati registra un calo congiunturale dello 0,1% e un incremento tendenziale dell’1%.
Andamento dell’Inflazione in Italia a Novembre 2025
Nel mese di novembre 2025, l’indice nazionale dei prezzi al consumo per l’intera collettività (NIC), al lordo dei tabacchi, ha registrato una riduzione dello 0,2% su base mensile, mentre la variazione su base annua si è attestata all’1,1%, lievemente inferiore rispetto all’1,2% del mese precedente. La stima preliminare delle variazioni annue indicava un aumento dell’1,2%. Secondo i dati forniti dall’Istat, questo rallentamento dell’inflazione è principalmente dovuto a una diminuzione del ritmo di crescita dei prezzi in diversi settori, tra cui i servizi legati ai trasporti e i prodotti alimentari sia lavorati che non lavorati.
L’attenuazione dell’indice generale è influenzata dalla riduzione più marcata dei prezzi degli Energetici regolamentati, che sono scesi del 3,2%, mentre i prezzi degli Energetici non regolamentati mostrano una flessione meno accentuata, passando dal -4,9% al -4,3%. Anche i prezzi dei servizi correlati alle comunicazioni si sono ulteriormente ridotti, contribuendo alla moderazione complessiva dell’indice. Il rallentamento si riflette anche nel cosiddetto “carrello della spesa”, dove i prezzi segnano una crescita annua più contenuta rispetto al passato recente.
Sul fronte dei comparti merceologici, la crescita tendenziale dei prezzi dei beni si è ridotta allo 0,1%, mentre quella dei servizi è passata dal 2,6% al 2,3%. Di conseguenza, il divario inflazionistico tra servizi e beni si è ridotto leggermente, attestandosi a 2,2 punti percentuali. Notevole è la flessione nei prezzi dei beni alimentari, nonché in quelli destinati alla cura della casa e della persona, con una crescita rallentata che scende all’1,5%.
Sul versante dei consumi, la diminuzione mensile dell’indice generale è riconducibile soprattutto alla discesa dei prezzi dei servizi ricreativi, culturali e per la cura della persona e dei trasporti, fenomeno in parte legato a fattori stagionali. Questi cali sono stati parzialmente bilanciati dagli aumenti registrati nei prezzi degli energetici non regolamentati e degli alimentari non lavorati. La dinamica complessiva dell’inflazione mantiene un trend positivo ma più contenuto, con un’inflazione di fondo che si stabilizza al 1,7%, suggerendo un contesto di stabilità sui prezzi per i prossimi mesi.
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