Iran: Ottolenghi avverte di un possibile collasso del regime tra attacchi e rivolte interne.

Iran: Ottolenghi avverte di un possibile collasso del regime tra attacchi e rivolte interne.

Iran: Ottolenghi avverte di un possibile collasso del regime tra attacchi e rivolte interne.

Il Futuro del Regime Iraniano: Rischio di Collasso sotto Pressione Esterno e Interna

di Lucia Rotta

ROMA (ITALPRESS) – La situazione in Iran è sempre più precaria e potrebbe portare a un collasso del regime. Emanuele Ottolenghi, senior advisor di 240 Analytics, avverte che l’Iran sta fronteggiando non solo attacchi esterni, ma anche una rivolta interna che, sebbene parzialmente soffocata, rappresenta una grave minaccia. La combinazione di queste due forze aumenta il rischio di destabilizzazione del regime, come affermato in un’intervista rilasciata all’agenzia Italpress.

Le Ambizioni degli Stati Uniti e il Livello di Preparazione Iraniano

Il conflitto attuale sta raggiungendo livelli inaspettati di intensità. Ottolenghi commenta le ambizioni degli Stati Uniti, che mirano al crollo del regime iraniano. Questo obiettivo ambizioso sembra accentuare i punti deboli di un governo che mostra un livello di preparazione sorprendentemente scarso. Nelle prime ore della guerra, l’Iran ha già subito perdite significative nella sua leadership e non è riuscito a ripristinare le sue difese antiaeree, perdendo il controllo dei cieli. Ha inoltre attaccato paesi vicini, inclusi Oman, Qatar e Iraq, con i quali aveva rapporti cordiali.

Nell’analisi della seconda ondata di attacchi, Ottolenghi evidenzia come questa stia colpendo i leader iraniani e smantellando le strutture di comando dell’esercito e dei pasdaran. La pressione costante sia dall’interno che dall’esterno potrebbe accelerare la caduta del regime, una previsione che chiama in causa anche la rivolta del popolo iraniano, che continua a cercare cambiamento.

La Strategia e le Conseguenze dell’Aggressione Iraniana

Secondo Ottolenghi, la strategia militare attuale dell’Iran sembra focalizzarsi sul “scatenare l’inferno” lungo il Golfo Persico. Questo approccio ha portato Tehran a effettuare un numero maggiore di attacchi contro gli Emirati Arabi Uniti rispetto a Israele durant le prime 24 ore di conflitto. Tuttavia, questo mix di aggressione potrebbe rivelarsi autodistruttivo. Gli Stati Uniti, attesi a neutralizzare le forze navali iraniane, potrebbero rispondere energicamente a questa escalation. Politicamente, l’aggressione ha già fatto unire paesi come Arabia Saudita, Bahrein, Emirati Arabi Uniti, Giordania, Oman e Qatar in un’alleanza con gli Stati Uniti.

Nei prossimi giorni, è prevedibile un chiarimento della situazione. Ottolenghi sottolinea che, entro 72 ore dall’inizio delle operazioni, si potrebbe avere un quadro più chiaro sull’efficacia della strategia di decapitazione della leadership iraniana. Se le operazioni contro le difese e le infrastrutture missilistiche dovessero avere successo, ciò limiterebbe ulteriormente la capacità offensiva della Repubblica Islamica. In caso di completamento di queste operazioni, il focus finale si sposterebbe sul programma nucleare iraniano.

Le Incognite: Hezbollah, Houthi e Altre Milizie

Un altro elemento di grande preoccupazione è rappresentato dai gruppi militanti associati all’Iran, come Hezbollah, gli Houthi e le milizie irachene. Questi gruppi hanno già dimostrato di essere mobilitati contro obiettivi militari statunitensi in Iraq, ma i risultati finora sono stati scarsi. Ancor di più, Hezbollah e gli Houthi sembrano osservare la situazione piuttosto che intervenire, e sono stati indeboliti negli ultimi due anni, diventando più vulnerabili a potenziali attacchi israeliani.

Malgrado ciò, Ottolenghi fa notare che questi gruppi sono parte integrante della dottrina di difesa iraniana e potrebbero unirsi per proteggere il loro sponsor. Ciò potrebbe tradursi in azioni asimmetriche e, potenzialmente, in attacchi terroristici diretti. La possibilità di un’escalation di violenza in varie aree del Medio Oriente è quindi all’orizzonte.

In considerazione di questa complessità geopolitica, il futuro dell’Iran e la risposta dei suoi alleati rappresentano un tema di grande rilevanza e in continua evoluzione.

Fonti ufficiali: Emanuele Ottolenghi, 240 Analytics; Agenzia Italpress.

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