Iran: Ruvinetti avverte, intervento Usa possibile, ma serve chiarezza sugli obiettivi strategici.

Iran: Ruvinetti avverte, intervento Usa possibile, ma serve chiarezza sugli obiettivi strategici.

Iran: Ruvinetti avverte, intervento Usa possibile, ma serve chiarezza sugli obiettivi strategici.

Preparazione Militare degli Stati Uniti: Una Nuova Era di Incertezze?

La recente partenza della portaerei Abraham Lincoln, insieme a un aereo militare statunitense specializzato nel coordinamento di droni e sistemi di monitoraggio, solleva interrogativi significativi sulle intenzioni degli Stati Uniti in Medio Oriente. Daniele Ruvinetti, senior advisor della Fondazione MedOr, ha condiviso le sue osservazioni in un’intervista con Claudio Brachino, presente nella rubrica di geopolitica Diplomacy Magazine, proposta dall’agenzia Italpress.

Secondo Ruvinetti, la partenza della Lincoln non rappresenta un episodio isolato. “Non si tratta solo di un segnale, ma di un chiaro indicativo che gli Stati Uniti si stanno preparando a intraprendere azioni significative”. Il volo dell’aereo militare, che coordina vari sistemi d’attacco e operazioni sul campo, di per sé segna una fase di allerta e pianificazione. Questo aereo viene utilizzato storicamente quando ci si prepara a compiere operazioni strategiche importanti e la sua partenza verso il Medio Oriente indica una fase di monitoraggio intensificata.

Diplomazia del Qatar e le Ripple Effects della Politica Statunitense

Il contesto geopolitico è ulteriormente complicato dalla diplomazia attiva del Qatar, che cerca di mediare tra Iran e Stati Uniti per evitare un possibile conflitto. Ruvinetti ha evidenziato come, in questo scenario, l’ex presidente Donald Trump e la sua amministrazione stiano cercando di valutare i giusti obiettivi. “Se l’intento è colpire infrastrutture militari o sedi dei Pasdaran, allora l’intervento potrebbe essere più limitato”, ha sottolineato l’esperto. “D’altronde, se l’obiettivo fosse un cambio di regime, sarebbero necessari approcci ben più complessi”.

Ruvinetti ha anche messo in luce come un processo di regime change, sebbene non impossibile, risulta complesso. Potrebbe richiedere condizioni uniche, simili a quelle del Venezuela, per essere veramente efficace. Cambiamenti radicali nel governo iraniano implicano che ci sia un candidato legittimo pronto a subentrare, che potrebbe riconfigurare le relazioni con Israele e gli Stati Uniti.

Israele, secondo l’analisi di Ruvinetti, rimane il fulcro della crisi con l’Iran, con la questione nucleare che è solo una parte della preoccupazione più ampia. La vera fonte di ansia per Israele è rappresentata dai gruppi proxy sostenuti dall’Iran, come Hamas e Hezbollah, che minacciano direttamente la sicurezza dello Stato ebraico. “Israele e Stati Uniti tendono ad agire per cambiare gli equilibri in Medio Oriente, puntando a indebolire la presenza iraniana”, ha affermato l’esperto.

L’Influenza Regionale e il Gioco delle Potenze

Il possibile indebolimento dell’ayatollah potrebbe, secondo Ruvinetti, incoraggiare anche attori regionali moderati, inclusi Emirati Arabi e Arabia Saudita, che da tempo nutrono sentimenti ambivalenti nei confronti dell’Iran. Il cambio ai vertici di Teheran non solo comprometterebbe l’influenza iraniana, ma potrebbe anche ridurre la presa di Russia e Cina nell’area.

Importante è anche il fattore economico: l’Iran vanta risorse petrolifere significative e controlla lo Stretto di Hormuz, cruciale per il passaggio energetico globale. Ruvinetti ha sottolineato come questi aspetti economici possano influenzare la politica statunitense. “Oltre alla necessità di stabilizzare la popolazione, c’è l’interesse strategico verso un controllo più diretto sulle rotte energetiche”, ha concluso l’esperto.

I Complessi Tessuti Sociali e Religiosi dell’Iran

La situazione interna iraniana è caratterizzata da una notevole complessità, con una forte componente religiosa e un mix etnico che rende difficile ogni scenario di cambiamento. “L’Iran è un Paese unico, e la memoria storica dello Shah non è stata completamente dimenticata dai cittadini, molti dei quali si lamentano delle difficoltà attuali”, ha detto Ruvinetti. L’apparato di potere, incardinato sui Pasdaran e sui guardiani della rivoluzione, mantiene un controllo serrato e repressivo, complicando ulteriormente il cammino verso un cambiamento significativo.

La vera sfida rappresentata dagli eventi in corso sta nel trovare un leader che riesca a unire gli strati della società iraniana, fino ad oggi frammentati. “Senza un leader che simbolizzi l’opposizione e il malcontento, sarà difficile per l’Iran procedere verso un futuro stabile”, ha ribadito Ruvinetti.

Fonti ufficiali: Diplomacy Magazine, Italpress.

Non perderti tutte le notizie dal mondo su Blog.it

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *