Istat: a gennaio export Italia in calo del 4,6% rispetto all’anno scorso

Istat: a gennaio export Italia in calo del 4,6% rispetto all’anno scorso

Istat: a gennaio export Italia in calo del 4,6% rispetto all’anno scorso

A gennaio 2026 l’Istat registra una leggera diminuzione delle importazioni (-1,3%) e un export sostanzialmente stabile (-0,1%) con un aumento verso l’UE (+1,4%) e una diminuzione extra UE (-1,6%). Su base annua, l’export segna un calo significativo (-4,6% in valore), soprattutto per coke, prodotti petroliferi, macchinari e alimentari, mentre crescono metalli, farmaceutici e prodotti agricoli. Tra i mercati di riferimento in calo si evidenziano Francia, Stati Uniti, Germania e Regno Unito, con incrementi solo verso Svizzera, Cina e Austria. Il saldo commerciale resta positivo (+1.089 milioni) grazie alla riduzione del deficit energetico e alla crescita dell’avanzo nei prodotti non energetici.

Andamento delle esportazioni e delle importazioni italiane a gennaio 2026 secondo Istat

A gennaio 2026, l’Istat rileva una leggera diminuzione delle importazioni rispetto al mese precedente, con un calo dell’1,3%, mentre le esportazioni risultano praticamente invariate, registrando una variazione negativa dello 0,1%. Analizzando più nel dettaglio, si osserva una crescita delle esportazioni verso i paesi dell’Unione Europea (+1,4%) e una riduzione verso i mercati extra Ue (-1,6%). Nel periodo novembre 2025-gennaio 2026, l’export si mantiene stabile rispetto al trimestre precedente (-0,1%), mentre l’import subisce una diminuzione più marcata del 2,2%.

Su base annua, le esportazioni a gennaio mostrano una flessione significativa, sia in valore (-4,6%) che in volume (-5,8%). La riduzione delle esportazioni riguarda entrambe le aree di riferimento: l’Unione Europea (-3,9%) e i paesi extra Ue (-5,5%). Anche le importazioni subiscono una contrazione dell’7,4% in termini monetari, con un calo più accentuato proveniente dai paesi extra Ue (-13,9%) rispetto a quelli Ue (-2,0%), mentre in volume la diminuzione è pari al 2,9%.

Tra i settori che contribuiscono maggiormente alla contrazione delle esportazioni si segnalano il comparto del coke e dei prodotti petroliferi raffinati (-38,2%), i macchinari non altrimenti classificati (-7,3%) e i prodotti alimentari, bevande e tabacco (-9,2%). Nel contesto contrario, si registra una crescita del settore dei metalli di base e dei prodotti in metallo (+17,1%), degli articoli farmaceutici (+5,9%) e, seppur in modo più contenuto, dell’agricoltura, silvicoltura e pesca (+0,8%).

Sotto il profilo geografico, le diminuzioni più rilevanti delle esportazioni riguardano Francia (-7,5%), Stati Uniti (-6,7%), Germania (-4,8%) e Regno Unito (-12,3%). Vengono invece registrati incrementi nelle esportazioni verso Svizzera (+15,5%), Cina (+14,6%) e Austria (+5,1%). Il saldo commerciale italiano a gennaio 2026 si attesta a un avanzo di 1.089 milioni di euro, con un miglioramento rispetto ai -288 milioni di gennaio 2025. Il deficit energetico si riduce sensibilmente a -3.466 milioni, mentre l’avanzo nei prodotti non energetici cresce da +4.404 a +4.556 milioni. I prezzi all’importazione aumentano dello 0,2% su base mensile ma calano del 3,3% rispetto all’anno precedente, segnando un leggero peggioramento del trend negativo già osservato a dicembre 2025.

Andamento delle esportazioni e importazioni italiane a gennaio 2026

A gennaio 2026, secondo le stime dell’Istat, le importazioni italiane registrano una diminuzione congiunturale dell’1,3%, mentre le esportazioni mostrano una sostanziale stabilità, con un leggero calo dello 0,1%. Questa dinamica riflette un aumento delle esportazioni verso l’area Ue del 1,4%, che viene però bilanciato da un calo dell’1,6% nelle vendite verso paesi extra Ue.

Nel trimestre novembre 2025-gennaio 2026, l’export rimane quasi invariato rispetto al trimestre precedente (-0,1%), mentre le importazioni diminuiscono del 2,2%. Su base annua, le esportazioni segnano una riduzione del 4,6% in valore e del 5,8% in volume. Il calo interessa sia l’area Ue (-3,9%) che quella extra Ue (-5,5%). L’import, sempre su base annua, si contrae del 7,4% in valore, con una riduzione più marcata nei paesi extra Ue (-13,9%) rispetto all’area Ue (-2,0%). Anche in termini volumetrici si registra una flessione pari al 2,9%.

I settori che contribuiscono maggiormente alla diminuzione dell’export includono coke e prodotti petroliferi raffinati (-38,2%), macchinari e apparecchi non classificati altrove (-7,3%) e prodotti alimentari, bevande e tabacco (-9,2%). Al contrario, crescono le esportazioni di metalli di base e prodotti in metallo (+17,1%), articoli farmaceutici e chimico-medicinali (+5,9%) e, in misura più contenuta, dei prodotti agricoli, della silvicoltura e della pesca (+0,8%). Dal punto di vista geografico, la flessione riguarda soprattutto Francia (-7,5%), Stati Uniti (-6,7%), Germania (-4,8%) e Regno Unito (-12,3%), mentre risultano in aumento le vendite verso Svizzera (+15,5%), Cina (+14,6%) e Austria (+5,1%).

Il saldo commerciale di gennaio 2026 si attesta a un avanzo di 1.089 milioni di euro, in miglioramento rispetto ai 288 milioni di euro dello stesso mese del 2025. La riduzione del deficit energetico, che passa da 4.693 a 3.466 milioni di euro, contribuisce positivamente all’andamento complessivo. L’avanzo nell’interscambio dei prodotti non energetici cresce leggermente, da 4.404 milioni a 4.556 milioni. I prezzi all’importazione registrano a gennaio un aumento mensile dello 0,2%, mentre su base annua si contraggono del 3,3%, leggermente più marcato rispetto a dicembre 2025. L’Istat sottolinea come queste dinamiche riflettano un quadro di scambi commerciali con l’estero caratterizzato da segnali di rallentamento, ma con elementi di stabilità e miglioramenti nei settori energetici.

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