José Zanardini: il sacerdote che ha cercato unire fede e autonomia indigena.
La Storia di Padre Giuseppe Zanardini in Paraguay
Le missioni religiose in Sud America hanno spesso portato a una realtà complessa. Da un lato, vi è l’immagine di un intervento caritatevole, che offre educazione e cure; dall’altro, vi sono coercizione e acculturazione che hanno fatto del male, specialmente alle comunità indigene. Padre Giuseppe Zanardini, sacerdote salesiano e antropologo originario d’Italia, è giunto in Paraguay nel 1978, dedicando la sua vita al lavoro con i popoli indigeni, in particolare gli Ayoreo del Gran Chaco. Ha unito il suo impegno pastorale a iniziative accademiche e educative, sostenendo le scuole indigene e documentando lingue e culture, mentre promuoveva un approccio più aperto della Chiesa verso la spiritualità indigena.
Zanardini, nato nel 1942 a Brescia, in Italia, ha studiato ingegneria prima di dedicarsi alla filosofia e alla teologia. I Salesiani lo hanno scelto per la missione in Paraguay, dove ha deciso di approfondire anche i suoi studi in antropologia, conseguendo un dottorato nel Regno Unito. Ha guidato il Centro di Studi Antropologici presso l’Università Cattolica di Asunción per 22 anni, diventando una figura chiave nello studio degli Ayoreo.
