La critica di Selvaggia Lucarelli alla docuserie di Fabrizio Corona su Netflix
Numeri e investimenti sotto la lente
La critica prende di mira anche i costi di produzione e l’uso di sovvenzioni pubbliche: la docuserie sarebbe costata complessivamente circa 2,5 milioni di euro, dei quali quasi **800mila provenienti da tax credit erogati dal Ministero della Cultura**. Lucarelli sottolinea che, considerato l’alto investimento e il supporto pubblico, il risultato poco convincente in termini di diffusione internazionale finisce per risultare ancora più sorprendente.
Un dibattito più ampio su contenuti e responsabilità
La critica di Lucarelli non si limita al singolo progetto, ma solleva interrogativi più ampi sul ruolo delle piattaforme di streaming e sulla responsabilità editoriale nel trattare storie di persone coinvolte in vicende giudiziarie o comportamenti controversi. }
In un’epoca in cui la narrazione mediatica può influenzare l’opinione pubblica, secondo la giornalista diventa fondamentale distinguere tra intrattenimento e informazione critica, evitando di celebrare figure complesse senza un adeguato contraddittorio.
Un fenomeno che divide
La docuserie di Corona ha suscitato reazioni contrastanti: mentre alcuni spettatori la vedono come un racconto sincero di una vita controversa, altri — come Lucarelli — ritengono che l’operazione editoriale sia impastata di narcisismo e mancanza di profondità critica.
In ogni caso, il dibattito attorno a “Io sono Notizia” testimonia quanto sia delicato il confine tra biografia, spettacolo e analisi socioculturale in opere destinate a piattaforme globali.
