La mia canzone più brutta: scopri perché non funziona davvero
Negli ultimi giorni, Sal Da Vinci è stato al centro di un acceso dibattito a causa di alcune critiche ricevute da Aldo Cazzullo, vicedirettore del Corriere della Sera, il quale ha definito “Per Sempre Sì” “la più brutta canzone della storia del Festival di Sanremo” e l’ha paragonata ironicamente alla colonna sonora “di un matrimonio della camorra”. Il cantante, pur non nominando direttamente Cazzullo, ha risposto pubblicamente a queste provocazioni durante la festa organizzata dal Comune di Napoli, invitando i suoi fan ad astenersi dal rispondere con rabbia o polemiche.
“Ho sentito il vostro calore” – ha dichiarato Sal Da Vinci – “Non ho letto nulla, ma mi sono arrivate molte provocazioni. La mente a volte genera idee strane, no? Io ho solo portato una canzone che parla d’amore. Se poi l’amore è visto come qualcosa di violento, forse siamo nel mondo sbagliato. Vi chiedo davvero con umiltà: non rispondete alle provocazioni che ci vengono fatte”.
Il cantante ha sottolineato come le polemiche alimentano solo like e visibilità a chi provoca. “Pensiamo alla musica e alle belle persone di questa terra, e basta!”. La sua posizione ha ricevuto appoggio da molti fan e artisti, che hanno voluto focalizzarsi sul valore artistico piuttosto che sulle scorrettezze del dibattito.
