La mia canzone più brutta: scopri perché non funziona davvero
Il giornalista Aldo Cazzullo è intervenuto più volte per chiarire il senso delle sue dichiarazioni. In trasmissioni come La Volta Buona e La Vita in Diretta, ha ribadito di non nutrire alcun astio verso Napoli o la sua tradizione musicale, ricordando grandi nomi come Pino Daniele, James Senese, Tullio De Piscopo, Tony Esposito e la Nuova Compagnia di Canto Popolare.
“Non ho mai detto che odio il fatto che un cantante napoletano abbia vinto il Festival di Sanremo. Amo Napoli e la sua musica che Renzo Arbore ha fatto conoscere nel mondo – ha spiegato Cazzullo –. Adoro Caruso, Daniele, Esposito, Bennato, Sorrenti, e anche Geolier lo trovo interessante. Sal Da Vinci però rappresenta Napoli come la vedono quei nordisti che non amano la città. Io amo Napoli e il teatro di Eduardo e Totò, ma non mi piace Sal Da Vinci. La battuta sulla camorra era solo una battuta, appunto” (fonte: La Vita in Diretta, RAI, 6 marzo 2026).
Queste dichiarazioni hanno contribuito a smorzare le tensioni, ma il dibattito rimane acceso tra sostenitori e detrattori di Sal Da Vinci.
