La morte di un animale domestico è dolorosa come quella di un familiare, secondo la scienza.
I sintomi rilevati, come tristezza persistente, vuoto emotivo e preoccupazione costante, sono simili a quelli del lutto per la perdita di una persona cara. Hyland sottolinea che escludere il lutto per animali dai criteri diagnostici del disturbo persistente è scientificamente ingiustificato e contribuisce a creare stigma e isolamento per chi soffre.
In una società in cui gli animali domestici rivestono un ruolo affettivo sempre più importante, diventa cruciale garantire supporto psicologico e politiche adeguate per chi affronta questa perdita. Lo studio evidenzia inoltre che il lutto per gli animali domestici rappresenta l’8,1% di tutti i casi di disturbo da lutto prolungato, e con l’aumento della diffusione di cani, gatti e altri animali da compagnia, questo numero è destinato a crescere.
In conclusione, è essenziale che governi, istituzioni sanitarie e servizi di supporto considerino il lutto per la perdita di animali domestici come una questione di salute mentale legittima, garantendo alle persone colpite ascolto, comprensione e interventi mirati. Riconoscere questo dolore significa non solo tutelare chi ama profondamente i propri animali, ma anche promuovere una società più empatica e consapevole delle relazioni affettive non umane.
