Marta Cagnola svela l’opinione europea su Sal Da Vinci in poche parole
Il valore simbolico di “Per Sempre Sì” e la sfida della performance
Sal Da Vinci è già apprezzato tra i fan europei, molti dei quali lo vedono in Top10. Un elemento che ha conquistato il pubblico eurovisivo è il messaggio contenuto nella canzone: il matrimonio descritto non è necessariamente l’unione tradizionale tra uomo e donna, ma può abbracciare anche realtà queer. Questo aspetto è stato accolto con entusiasmo in una competizione famosa per la sua apertura e inclusività. “Al di fuori degli stereotipi, l’Eurovision negli ultimi anni ha mostrato un’Italia moderna e inclusiva, non solo cliché turistici come la dolce vita o le località estive,” commenta Marta Cagnola.
L’esperta ha messo in luce un altro punto fondamentale: la performance complessiva, non solo la canzone. “A Eurovision non si valuta solo il brano ma l’intero ‘act’,” ovvero la combinazione di musica, coreografia, scenografia e presenza scenica. “Dal 2019 abbiamo visto come paesi come la Svizzera investano ingenti risorse per creare spettacoli memorabili. L’Italia deve evolversi in questo senso, superando il format teatrale intimo del Festival di Sanremo.”
Per “Per Sempre Sì”, la coreografia proposta da Sal Da Vinci, centrata su gesti con le mani, rischia di non sfruttare la vastità del palco eurovisivo, che richiede un impatto visivo potente e d’effetto. Come sottolinea anche Luigi Bianchi, direttore artistico con esperienza in eventi internazionali, “Per stare al passo con le performance dei concorrenti, serve un’idea più monumentale e un racconto scenico coinvolgente.” Insomma, Sal Da Vinci dovrà reinventare la sua presenza sul palco per non rischiare di passare inosservato, come accaduto a Francesco Gabbani nel 2017 con la scimmia di “Occidentali’s Karma”.
