Mattarella: “Il 2025 sarà una sfida, cresce il desiderio di pace” – VIDEO
Nel discorso di fine anno, il presidente della Repubblica Sergio Mattarella riflette sulle sfide affrontate durante l’anno e manifesta un forte desiderio di pace. Sottolinea l’importanza del rispetto reciproco e del dialogo per contrastare violenze e odio, richiamando l’attenzione sui conflitti in Ucraina e Gaza. Mattarella evidenzia il ruolo cruciale delle istituzioni europee e delle Nazioni Unite, e ricorda la necessità di proteggere il welfare e combattere la povertà. Infine, rende omaggio a Giovanni Falcone e Paolo Borsellino, simboli della lotta contro la mafia e per la giustizia in Italia.
Discorso di Fine Anno di Sergio Mattarella: Un Appello alla Pace e alla Riconciliazione
ROMA (ITALPRESS) – “L’anno che si chiude non è stato semplice. Siamo tutti consapevoli delle sue difficoltà e, come sempre, nutriamo la speranza di un futuro migliore. Al centro delle nostre aspettative c’è innanzitutto la pace.” Queste sono alcune delle parole pronunciate dal presidente della Repubblica Sergio Mattarella nel suo discorso di fine anno.
Mattarella ha toccato diversi temi, tra cui l’importanza dei giovani, il ruolo dell’Unione Europea e delle Nazioni Unite, nonché la necessità di respingere ogni forma di violenza e odio. Ha anche ricordato gli ottant’anni della Repubblica italiana e il suo impatto sulla scena internazionale.
“Davanti alla devastazione causata dai bombardamenti in Ucraina, che ha ridotto in miseria le abitazioni e le centrali energetiche, e al dramma di Gaza, dove bambini muoiono assiderati, il nostro desiderio di pace cresce, mentre diventa sempre più incomprensibile il rifiuto di chi la nega”, ha affermato il presidente. Ha sottolineato che la pace non è solo un obiettivo, ma anche una mentalità che implica il rispetto per gli altri e la volontà di vivere insieme senza cercare di imporre i propri interessi.
Ha anche richiamato le parole di Leone XIV, il quale ha invitato a combattere l’odio e la violenza attraverso il dialogo e la riconciliazione. Il presidente ha esortato a portare avanti questo invito, sottolineando l’importanza di superare il senso di impotenza e di affermare la propria libertà e responsabilità come cittadini. Infine, ha ricordato Giovanni Falcone e Paolo Borsellino, due figure indimenticabili, e richiamato l’attenzione sulla tutela del welfare e la lotta contro le povertà, siano esse vecchie o nuove.
(ITALPRESS).
Riflessioni del Presidente Mattarella sulla Pace e sulla Responsabilità Sociale
ROMA (ITALPRESS) – “Questo è un anno che ha presentato sfide significative. Siamo tutti consapevoli delle ragioni e, come sempre, desideriamo un futuro migliore. La nostra principale speranza è rivolta alla pace.” Queste le parole del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella nel suo discorso di fine anno. Durante il suo intervento, il Presidente ha sollevato questioni cruciali riguardanti i giovani, l’importanza dell’Unione Europea e delle Nazioni Unite e l’urgenza di combattere violenza e odio, sottolineando altresì i 80 anni della Repubblica Italiana e il suo ruolo nell’arena internazionale.
Mattarella ha richiamato l’attenzione sulla devastazione attuale, descrivendo le immagini strazianti delle case distrutte dai bombardamenti in Ucraina e la miseria che affligge Gaza, dove i neonati muoiono al freddo. Ha affermato che il desiderio di pace risuona sempre più forte, e diventa inconcepibile e ripugnante il rifiuto di chi, per sentirsi forte, nega questa aspirazione universale.
“La pace è una mentalità,” ha aggiunto, “che implica convivere rispettando l’altro, senza imporre i propri interessi.” Si tratta di un atteggiamento che deve iniziare nella vita quotidiana, toccando tutti gli ambiti, da quello internazionale a quello interno dei singoli Stati e comunità. Per ogni nazione, il percorso verso la pace inizia dalla sua dimensione nazionale, sottolineando l’importanza del dialogo.
Infine, il Presidente ha ricordato Giovanni Falcone e Paolo Borsellino, due figure indimenticabili della lotta contro la mafia, e ha sollecitato tutti a proteggere le conquiste del welfare statale, affrontando le povertà, sia quelle storiche che quelle emergenti, per costruire un tessuto sociale più solidale e giusto.
Foto di copertina da video Quirinale
(ITALPRESS).
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