Musumeci chiede stato di emergenza nazionale per il maltempo devastante.

Musumeci chiede stato di emergenza nazionale per il maltempo devastante.

Musumeci chiede stato di emergenza nazionale per il maltempo devastante.

Il ministro per la Protezione Civile Nello Musumeci ha delineato le procedure da seguire dopo il passaggio del ciclone Harry che ha colpito Sicilia, Calabria e Sardegna. Con la relativa calma tornata, i Comuni procederanno alla conta dei danni e, in base a queste relazioni, le Regioni formuleranno richieste di stato di emergenza. Musumeci ha evidenziato l’importanza di agire rapidamente per rimuovere ostacoli e ripristinare i servizi essenziali. Gli enti locali hanno la facoltà di intervenire direttamente per danni meno gravi, mentre per la ricostruzione sarà necessaria una fase post-emergenza.

Intervento del Ministro Musumeci dopo il Ciclone Harry

MESSINA (ITALPRESS) – Il Ministro per la Protezione Civile e le Politiche del Mare, Nello Musumeci, ha ribadito l’importanza di seguire le procedure previste dal Codice di Protezione Civile. Con il ritorno alla calma, è fondamentale iniziare la conta dei danni, compito dei Comuni che dovranno relazionare alle rispettive Regioni di Sicilia, Calabria e Sardegna. La Regione, a sua volta, potrà formalizzare la richiesta di stato di emergenza, avvalendosi di una legge apposita. In proposito, il Consiglio dei Ministri è previsto per la prossima settimana, dove si discuterà riguardo la dichiarazione di stato di emergenza nazionale.

Musumeci ha specificato che, se i danni infrastrutturali risultano contenuti, gli enti locali possono procedere autonomamente. Al contrario, in caso di necessità di una ricostruzione sostanziale, sarà necessario chiudere la fase di emergenza e avviare quella di ricostruzione, come indicato dalla legge 40 sul Codice della Ricostruzione. La valutazione dei danni è ancora prematura, poiché non solo la costa orientale della Sicilia è stata colpita, ma anche le aree interne, con segnalazioni di frane e evacuazioni nel Catanese.

Musumeci ha espresso prudenza, sottolineando che il problema non è legato alle risorse. I sindaci hanno già la possibilità di adottare ordinanze di somma urgenza. Nelle prossime ore, ci sarà un incontro a Roma con i dirigenti dei vari Dipartimenti, per coordinare le azioni necessarie e stabilire le procedure più rapide per il ripristino delle aree colpite. Il recupero dei luoghi danneggiati è cruciale per la vita economica estiva dei territori.

Infine, il Ministro ha evidenziato che, sebbene la Regione sia l’interlocutore principale, il supporto del governo nazionale sarà fondamentale, seguendo il principio di sussidiarietà. È essenziale garantire una procedura rapida e trasparente per affrontare questa emergenza.

(ITALPRESS)

Interventi di Emergenza Post-Ciclone: Dichiarazioni e Procedure

MESSINA (ITALPRESS) – “Stiamo seguendo rigorosamente le procedure indicate dal Codice di Protezione Civile. Con il ritorno di una certa calma, è ora necessario avviare la valutazione dei danni. Questo compete ai Comuni, che dovranno presentare relazioni alle rispettive Regioni, ovvero Sicilia, Calabria e Sardegna. La Regione avanza quindi la richiesta di stato di emergenza e può dichiarare anche uno stato di emergenza regionale attraverso una legge specifica. La prossima settimana, riuniremo il Consiglio dei Ministri. Dopo una valutazione preliminare da parte del Dipartimento, presenterò al Consiglio la richiesta di dichiarazione di stato di emergenza nazionale, che include anche l’assegnazione di risorse iniziali per consentire agli enti locali di intervenire rapidamente, come la rimozione di detriti e il ripristino dei servizi essenziali”, così ha dichiarato Nello Musumeci, ministro per la Protezione Civile e le Politiche del mare, durante un sopralluogo a Santa Teresa Riva.

Musumeci ha proseguito spiegando che se i danni alle infrastrutture risultano limitati, gli enti locali possono agire direttamente. Per situazioni di ricostruzione, sarà necessario passare dalla fase di emergenza a quella di ricostruzione, come stabilito dalla legge 40 del Codice della Ricostruzione. È importante ricordare che i danni non interessano solo la costa orientale della Sicilia, ma coinvolgono anche l’entroterra, con segnalazioni di frane e l’evacuazione di oltre 200 persone nella provincia di Catania. Pertanto, è essenziale mantenere un atteggiamento prudente.

Non si pongono problemi di risorse; i sindaci possono già avviare interventi urgenti attraverso ordinanze di somma urgenza. In seguito, le ulteriori valutazioni saranno effettuate in modo approfondito. Nelle prossime ore, ci riuniremo a Roma con i dirigenti dei vari dipartimenti per fare il punto della situazione e collaborare con i presidenti di Regione sulla procedura più rapida, necessaria per il ripristino degli ambienti sui quali si fonda gran parte dell’economia estiva.

La gestione della situazione rimane principalmente nelle mani della Regione e del suo governo. Il Dipartimento nazionale e il Governo centrale continueranno a sostenere attivamente gli enti locali, seguendo il principio di sussidiarietà, e garantendo che le procedure siano rapide e trasparenti, per ragioni fondamentali che non necessitano di ulteriori chiarimenti.

– foto IPA Agency –

(ITALPRESS).

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