Nordio: L’Anm teme il confronto sul referendum

Nordio: L’Anm teme il confronto sul referendum

Nordio: L’Anm teme il confronto sul referendum

Il ministro della Giustizia, Carlo Nordio, ha dichiarato la propria disponibilità a un confronto sugli aspetti controversi della riforma giudiziaria, sottolineando la necessità di dialogare con rappresentanti adeguati, come quelli dell’Anm. Criticando le obiezioni relativamente all’indipendenza del pubblico ministero, Nordio ha evidenziato che l’articolo 104 della riforma garantisce maggiore autonomia sia per i giudici che per i pm. Ha anche insistito sul fatto che il referendum non deve essere politicizzato, auspicando un dibattito razionale e giuridico, ispirato da iniziative storiche come quella di Giuliano Vassalli.

Il Ministro della Giustizia: Chiarezza sul Referendum e Sui Condizionamenti

ROMA (ITALPRESS) – La data per il previsto confronto deve ancora essere stabilita, ma le esitazioni provengono esclusivamente da una parte. Io mi sono reso disponibile; ritengo che il ministro debba confrontarsi con il rappresentante dell’Anm piuttosto che con un semplice rappresentante di un comitato. Appare evidente che ci sia timore nel dibattere con me, poiché le loro contestazioni risultano insostenibili sia sul piano giuridico che logico, ha dichiarato il ministro della Giustizia, Carlo Nordio, in occasione della presentazione del suo libro “Una nuova giustizia”.

Se l’argomento principale contro di noi è l’idea di sottoporre il pubblico ministero o addirittura i giudici sotto il potere esecutivo, basti dare un’occhiata all’articolo 104 della riforma. Qui si chiarisce che non solo la magistratura rimarrà indipendente e autonoma, ma persino il pubblico ministero avrà garanzie costituzionali di pari livello rispetto a quelle del giudice, cosa che attualmente non avviene, ha aggiunto Nordio.

Oggi, la Costituzione garantisce indipendenza e autonomia soltanto al giudice, mentre noi stiamo elevando la figura del pubblico ministero a uno status simile. Dovrebbero essere grati per questa evoluzione. La loro comprensione del referendum sembra distorta, tanto da portare a illogicità che, se provenienti da magistrati, appaiono inspiegabili, data la loro formazione intellettuale e professionale, ha evidenziato il ministro.

Il referendum in questione non ha e non deve avere una connotazione politica; non è né contro né a favore del governo Meloni, del ministro della Giustizia o del Parlamento. È auspicabile che la discussione si mantenga pacata, razionale e giuridica, riguardando una riforma che rappresenta la naturale conclusione di un’iniziativa avviata da Giuliano Vassalli, eroe della resistenza, oltre quarant’anni fa. (ITALPRESS) – Foto: Ipa Agency.

Riflessioni del Ministro Nordio sul Referendum e la Giustizia

ROMA (ITALPRESS) – Secondo il Ministro della Giustizia, Carlo Nordio, il confronto sul referendum non ha ancora una data stabilita. Nordio ha dichiarato di essere disponibile al dialogo, criticando coloro che hanno esitato a intraprendere questa discussione. Ha sottolineato che sarebbe più opportuno che il ministro si confrontasse con un rappresentante dell’Anm piuttosto che con un semplice rappresentante di un comitato oppositivo. Questa reticenza, secondo il ministro, rivela una timore da parte dei critici, poiché le loro argomentazioni sarebbero insostenibili sia dal punto di vista giuridico sia logico.

In merito alle obiezioni riguardo al potere esecutivo sulle figure del pubblico ministero e dei giudici, Nordio ha esortato a leggere l’articolo 104 della riforma. Ha chiarito che, contrariamente alle asserzioni più critiche, l’indipendenza e l’autonomia della magistratura rimangono intatte. Anzi, il pubblico ministero avrebbe acquisito una garanzia costituzionale paragonabile a quella del giudice. Questa innovazione segna un passo avanti, poiché oggi è solo il giudice ad essere protetto dalla Costituzione in termini di indipendenza.

Nordio ha manifestato sorpresa riguardo alla comprensione distorta di questo referendum, definito punitivo dai suoi opponenti. Secondo lui, tale interpretazione è illogica, soprattutto considerando che i magistrati, per loro stessa natura, dovrebbero possedere un’accurata capacità di discernimento. La riforma proposta, a suo avviso, non va interpretata attraverso una lente politica, non essendo rivolta né contro né a favore del governo Meloni o del Parlamento.

Infine, il Ministro ha auspicato che il dibattito sul referendum si mantenga orientato verso una discussione serena e razionale. Ha ricordato l’importanza storica del tema, ricollegandosi a un’iniziativa che risale a oltre 40 anni fa e che vide come protagonista Giuliano Vassalli, un eroe della resistenza. La proposta di riforma, secondo Nordio, rappresenta quindi una logica evoluzione del sistema giuridico italiano, necessaria per rispondere alle sfide attuali. (ITALPRESS)

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