Ong Sea-Watch pubblica video di violenze su migranti in Libia

Ong Sea-Watch pubblica video di violenze su migranti in Libia

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La Sea-Watch 5 ha compiuto una nuova missione di salvataggio nel Mediterraneo centrale, salvando ieri 47 persone da un’imbarcazione in difficoltà. Le autorità italiane hanno assegnato Catania come porto sicuro per lo sbarco dei migranti. La Sea-Watch 5 si sta dirigendo verso l’Italia per portare in salvo le persone a bordo.

La Sea-Watch International ha reso pubblico un video che mostra la guardia costiera libica che riporta circa 60 migranti in condizioni deplorevoli in Libia. La ONG ha accusato il capitano e l’equipaggio della nave di essere complici e responsabili di questo crimine. Nel video si sente il capitano della nave dichiarare di rischiare l’arresto insieme al suo equipaggio se non obbedisce agli ordini della guardia costiera libica.

Nel tragico fine settimana del 7-8 giugno sono stati avvistati galleggiare in mare almeno 17 corpi. Dodici di loro sono stati recuperati dalle navi civili di ricerca e salvataggio Geo Barents e Ocean Viking. Sea-Watch ha sottolineato che queste morti sono il risultato delle decisioni politiche dell’Unione Europea e della mancanza di risposte adeguate per evitare tali tragedie nel Mediterraneo.

Le organizzazioni civili MSF e SOS MEDITERRANEE hanno preso in carico il recupero dei corpi dal mare, garantendo un dignitoso riconoscimento delle vittime. La necessità di un monitoraggio civile nel Mediterraneo è fondamentale per proteggere i diritti umani e prevenire ulteriori tragedie. Allo stesso tempo, l’autorità aeronautica italiana ENAC sta cercando di vietare i voli di monitoraggio di Sea-Watch, mettendo a rischio la raccolta di prove e testimonianze sulle violazioni dei diritti umani in mare.

Le famiglie delle vittime chiedono giustizia e trasparenza sulle identità e sulle circostanze dei migranti deceduti. Le organizzazioni umanitarie invocano un’immediata azione delle autorità italiane per garantire l’identificazione corretta delle vittime e dare risposte alle famiglie colpite da queste tragedie. Il coordinamento tra le ONG, le autorità e le istituzioni è fondamentale per contrastare le violazioni dei diritti umani e proteggere i migranti in mare.

La politica delle frontiere europee e la criminalizzazione del soccorso umanitario mettono a rischio la vita di migliaia di persone che fuggono da situazioni di estrema povertà e violenza. La comunità internazionale deve agire con urgenza per garantire il rispetto dei diritti umani e la protezione delle persone in fuga nel Mediterraneo. Sono necessarie misure concrete per prevenire ulteriori tragedie e garantire un futuro dignitoso per tutti i migranti che cercano rifugio in Europa.

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