Perché il ribes nero è vietato in America: rischi e benefici spiegati
I ribes neri sono stati coltivati in America sin dal 1629, ma nel 1911 ne fu vietata la produzione su larga scala. Il motivo? Il ribes nero è vettore di un fungo chiamato “ruggine della pino bianco”, in grado di danneggiare gravemente le foreste di pini bianchi. Per proteggere questi alberi, fondamentali per l’industria del legno, il governo federale statunitense decise di bandire la pianta.
Il fungo responsabile, la ruggine della pino bianco, si diffuse rapidamente negli anni ’20, decimando milioni di pini. Questo portò a una campagna nazionale per eradicare il ribes nero, considerato il principale vettore dell’infezione. L’interdizione si protrasse fino al 1966, quando il divieto federale fu revocato. Nonostante ciò, in molti Stati rimangono tuttora regolamenti restrittivi sulla coltivazione di questa pianta.
Il ritorno del ribes nero negli Stati Uniti
Oggi, grazie alla selezione di varietà resistenti alla ruggine, la coltivazione del ribes nero è nuovamente possibile, anche se limitata. Alcuni Stati come Connecticut, Oregon e New York hanno visto una rinascita limitata di questa coltura. In particolare, New York mantiene ancora un divieto, ma si sta considerando l’introduzione di cultivar immuni alla ruggine per permetterne la diffusione.
I ricercatori stanno lavorando per sviluppare varietà di ribes nero con maggiore resistenza a malattie e parassiti, oltre a una resa di frutti più elevata. Ciò potrebbe favorire la diffusione di una pianta nutrizionalmente preziosa e versatile in cucina. Il ribes nero è infatti ricco di vitamine e composti benefici, rivelandosi un potenziale alleato per la salute.
