Perché la Gen Z sta rifiutando i percorsi di carriera tradizionali
La Gen Z è cresciuta immersa nella tecnologia e nell’informazione istantanea, un fattore che ha modificato la percezione delle opportunità professionali. Lavori legati ai social media, alla programmazione, al gaming e alla creazione di contenuti digitali offrono alternative concrete e talvolta più remunerative rispetto a carriere tradizionali.
Inoltre, la digitalizzazione ha reso possibili modelli di lavoro più flessibili, come il nomadismo digitale, che permette di combinare viaggi e carriera senza vincoli geografici, un’opzione che sarebbe stata impensabile per le generazioni precedenti.
L’incertezza economica e il rifiuto del “posto fisso”
La crisi economica globale e gli effetti della pandemia hanno cambiato il rapporto della Gen Z con la stabilità lavorativa. Molti giovani percepiscono che un impiego tradizionale non garantisce più sicurezza a lungo termine. Questo porta a una maggiore propensione verso lavori multipli, contratti a progetto e percorsi imprenditoriali, anche a costo di rinunciare a benefit convenzionali come pensione o ferie garantite.
