Piantedosi: “Legami tra Hannoun e Hamas evidenti fin dal 2003”
Il 27 dicembre, un’operazione dello Stato ha smantellato una rete terroristica in Italia, coordinata dalla Procura Distrettuale di Genova e condotta dalla Polizia di Stato e dalla Guardia di Finanza. Sono stati arrestati nove individui, tra cui l’imam Mohammad Hannoun, ritenuto a capo della cellula italiana di Hamas. L’indagine ha rivelato attività di propaganda e finanziamento del terrorismo mascherate da iniziative umanitarie per la Palestina. Il governo italiano ha sottolineato l’importanza dell’intelligence nella prevenzione del terrorismo e il monitoraggio costante delle forme di radicalismo, evidenziando anche recenti provvedimenti di espulsione di soggetti pericolosi.
Operazione contro il terrorismo: arresti a Genova
ROMA (ITALPRESS) – Il 27 dicembre, lo Stato ha smantellato una rete terroristica attiva sul nostro territorio grazie a un’indagine complessa condotta dalla Polizia di Stato e dalla Guardia di Finanza, coordinata dalla Procura Distrettuale di Genova. Questa operazione, che ha avuto inizio su impulso della Direzione Nazionale Antimafia e Antiterrorismo, ha portato all’arresto di nove individui accusati di associazione con finalità terroristiche, inclusi collegamenti internazionali. Due di loro risultano ancora irreperibili. Tra gli arrestati c’è l’imam Mohammad Hannoun, cittadino giordano residente a Genova e considerato leader dell’associazionismo filo-palestinese in Italia, accusato di essere il capo della cellula Hamas in Italia.
Il ministro dell’Interno, Matteo Piantedosi, ha illustrato che l’operazione ha rivelato un sistema di propaganda e finanziamento del terrorismo camuffato sotto l’apparenza di iniziative umanitarie destinate alla popolazione palestinese, ma che in realtà sosteneva strutture di Gaza legate ad Hamas. Ha quindi esortato a una riflessione per coloro che hanno espresso sostegno a figure coinvolte nelle indagini, invitando a considerare la complessità e la delicatezza di contesti in cui le buone intenzioni possono nascondere mire meno nobili.
Piantedosi ha sottolineato l’importanza dell’utilizzo degli strumenti tecnico-giuridici disponibili per prevenire situazioni di pericolo per la sicurezza dello Stato. Dall’inizio della legislatura, sono state effettuate 217 espulsioni di soggetti ritenuti minacciosi. L’attenzione continua delle forze dell’ordine e del Ministero dell’Interno su forme di radicalismo ed estremismo è fondamentale, poiché la loro evoluzione potrebbe portare a problematiche più gravi.
Infine, Piantedosi ha fatto riferimento a una recente decisione della Cassazione, che ha annullato la liberazione dell’imam di Torino, Mohamed Shahin, destinatario di un provvedimento di espulsione per motivi di sicurezza. La Corte ha riconosciuto collegamenti tra Shahin e associazioni pseudo-caritative pro-Palestina legate a Mohammad Hannoun, aggiungendo ulteriore gravità alla situazione.
– foto IPA Agency –
(ITALPRESS).
Operazione contro il terrorismo: arresti e sviluppi in Italia
ROMA (ITALPRESS) – Il 27 dicembre le forze dell’ordine italiane hanno smantellato una rete terroristica attiva nel paese, grazie a un’operazione coordinata dalla Procura Distrettuale di Genova e guidata dalla Polizia di Stato e dalla Guardia di Finanza. Sono stati emessi ordini di custodia cautelare per nove individui, accusati di associazioni con finalità terroristiche, inclusi due momentaneamente irreperibili. Tra gli arrestati figura l’imam Mohammad Hannoun, un cittadino giordano con una lunga residenza a Genova e che si occupava di attività filo-palestinesi in Italia, sospettato di dirigere una cellula italiana di Hamas.
Secondo il Ministro dell’Interno, Matteo Piantedosi, l’indagine ha rivelato che attività presentate come umanitarie nascondevano in realtà un sistema consolidato di propaganda e finanziamento del terrorismo. La rete operava in città come Genova, Milano e Roma, e si dedicava alla raccolta di fondi attraverso moschee, eventi pubblici e manifestazioni. Piantedosi ha messo in guardia coloro che, per motivi ideologici, potrebbero aver sottovalutato la complessità della situazione, suggerendo che le operazioni apparentemente legittime potessero avere altre finalità.
In aggiunta, il ministro ha ribadito l’importanza dell’azione preventiva, evidenziando che, dall’inizio della legislatura, sono state effettuate 217 espulsioni di soggetti considerati pericolosi per la sicurezza nazionale. Ha inoltre sottolineato come le forze dell’ordine stiano prestando particolare attenzione all’evoluzione del radicalismo e dell’estremismo, investendo risorse significative per monitorare potenziali minacce.
Recentemente, la Cassazione ha accolto un ricorso del Ministero dell’Interno per annullare la liberazione dell’imam di Torino, Mohamed Shahin, già destinatario di un provvedimento di espulsione per motivi di sicurezza. Sono emersi collegamenti tra Shahin e organizzazioni pro-Palestina legate a Mohammad Hannoun, arrestato per terrorismo internazionale.
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