Principali utilizzi del solfato in industria, cosmetica e agricoltura oggi

Principali utilizzi del solfato in industria, cosmetica e agricoltura oggi

Principali utilizzi del solfato in industria, cosmetica e agricoltura oggi

I solfati sono sali che si formano quando l’acido solforico reagisce con un’altra sostanza chimica. Nel settore cosmetico e dei prodotti per la pulizia, questo termine indica soprattutto due principali composti sintetici a base di solfato: il sodio lauril solfato (SLS) e il sodio lauret solfato (SLES). Questi derivano da fonti sia petrolifere che naturali, come l’olio di cocco e l’olio di palma.

Da decenni, SLS e SLES vengono utilizzati in numerosi prodotti per la cura personale, come shampoo, detergenti, dentifrici e saponi liquidi. La loro proprietà principale è quella di funzionare come tensioattivi, ovvero agenti che riducono la tensione superficiale tra acqua e olio, facilitando la rimozione di sporco, grasso e impurità da pelle, capelli e superfici varie. Inoltre, questi composti creano una schiuma abbondante che dà l’impressione di un alto potere detergente.

Dove si trovano i solfati?

I solfati sinteticamente prodotti, in particolare SLS e SLES, sono ingredienti comuni in molte formulazioni. La concentrazione di questi composti varia da prodotto a prodotto, oscillando solitamente tra lo 0,5% e il 50% a seconda delle formulazioni e delle aziende produttrici. Essi sono presenti in:

  • Saponi liquidi
  • Detersivi per bucato e piatti
  • Shampoo
  • Dentifrici
  • Bomboni da bagno (bath bombs)

È importante distinguere che i solfiti, composti correlati, si trovano naturalmente in alcune risorse come:

  • Acqua potabile (dove migliorano il gusto)
  • Fertilizzanti
  • Pesticidi
  • Fungicidi

Sicurezza e impatti dei solfati su salute e ambiente

Numerosi studi scientifici non hanno trovato correlazioni dirette tra il sodio lauril solfato (SLS), il sodio lauret solfato (SLES) e rischi gravi come il cancro, infertilità o anomalie nello sviluppo umano, suggerendo che questi composti non siano particolarmente pericolosi se usati correttamente. Nonostante ciò, l’uso frequente e prolungato di prodotti contenenti solfati può provocare alcuni effetti collaterali, soprattutto su persone con pelle o cuoio capelluto sensibili.

Tra le principali problematiche segnalate si annoverano:

  • Irritazioni cutanee, oculari e delle mucose, con possibile fastidio alle vie respiratorie
  • Ostruzione dei pori e comparsa di acne in soggetti predisposti
  • Secchezza e danneggiamento dei capelli, dovuto alla rimozione degli oli naturali protettivi
  • Possibili reazioni allergiche in individui sensibilizzati, che dovrebbero quindi evitare prodotti contenenti solfati

Dal punto di vista ambientale, i solfati sintetici possono avere un impatto negativo significativo. La produzione di questi composti spesso dipende dall’olio di palma, la cui coltivazione è associata alla deforestazione delle foreste pluviali tropicali, perdita di biodiversità e dislocazione delle popolazioni indigene. Inoltre, gli scarti di solfati che finiscono negli scarichi possono risultare tossici per la fauna acquatica. La lavorazione di derivati petroliferi, impiegata nella sintesi di questi tensioattivi, è ulteriormente correlate con l’inquinamento atmosferico, il cambiamento climatico e la produzione di gas serra.

Test su animali sono talvolta eseguiti per stabilire la concentrazione sicura di SLS e SLES da utilizzare nei prodotti umani, ma ciò comporta rischi per gli animali stessi, tra cui danni a pelle, occhi e apparato respiratorio.


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