Rai, la Commissione avverte l’Italia sui rischi di inferenza e tuona: “serve una riforma”

Rai, la Commissione avverte l’Italia sui rischi di inferenza e tuona: “serve una riforma”

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Gli eurodeputati richiedono alla Commissione europea di esaminare gli effetti dei recenti cambiamenti nel vertice della Rai sulla libertà dei media in Italia.

Thierry Breton, Commissario per il Mercato unico dell’Unione Europea, ha affrontato una delicata questione riguardante l’Italia. In risposta a un’interrogazione firmata da 15 eurodeputati, di cui dieci provenienti dal Partito Democratico (Pd), ha lanciato un avvertimento riguardo ai rischi di interferenza politica nei media del servizio pubblico nazionale, Rai.

Il Commissario ha evidenziato le preoccupazioni relative alla mancanza di progressi nel quadro normativo della Rai per affrontare efficacemente le possibili influenze politiche e le dipendenze finanziarie dal governo. Questo solleva seri dubbi riguardo alla libertà dei media in Italia e alla loro capacità di operare in modo indipendente e senza pressioni esterne.

Gli eurodeputati che hanno presentato l’interrogazione hanno chiesto alla Commissione europea, con sede a Bruxelles, di valutare l’impatto dei cambiamenti nella dirigenza della Rai sulla libertà dei media nel Paese. Questo suggerisce che i recenti cambiamenti nella leadership dell’emittente pubblica potrebbero avere conseguenze significative sulla pluralità delle voci e sull’equilibrio informativo nel panorama mediatico italiano.

La richiesta di conoscere le misure che l’esecutivo dell’Unione Europea intende adottare in merito indica la necessità di adottare provvedimenti adeguati per garantire l’indipendenza e la libertà dei media in Italia. L’Unione Europea potrebbe essere chiamata a intervenire per sostenere la protezione dei principi fondamentali della democrazia e della libertà di stampa nel Paese.

Ecco i firmatari dell’interrogazione

In questo contesto, gli eurodeputati hanno sottolineato l’importanza delle relazioni europee sullo Stato di diritto del 2022 e dell’Osservatorio del pluralismo dei media del 2023, che evidenziano la necessità di rafforzare le salvaguardie per preservare l’indipendenza editoriale e finanziaria dei media del servizio pubblico.

I firmatari dell’interrogazione includono numerosi eurodeputati italiani appartenenti al Partito Democratico (Pd), tra cui Massimiliano Smeriglio, Franco Roberti, Brando Benifei, Camilla Laureti, Achille Variati, Pina Picierno, Pietro Bartolo, Mercedes Bresso, Giuliano Pisapia e Alessandra Moretti. Inoltre, l’interrogazione è sottoscritta anche dalla tedesca Petra Kammerevert del Partito Socialdemocratico (Spd), dallo spagnolo Domènec Ruiz Devesa del Partito Socialista Operaio Spagnolo (Psoe), dall’austriaco Hannes Heide del Partito Socialdemocratico d’Austria (Spoe), dalla francese Sylvie Guillaume del Partito Socialista (Ps), e dalla spagnola Diana Riba i Giner dei Verdi.
Questo gruppo di eurodeputati rappresenta diverse nazionalità e partiti politici e lavora unito per sottolineare l’importanza di preservare l’indipendenza dei media pubblici, affrontando le sfide che potrebbero minacciare la pluralità delle voci e il ruolo cruciale dei media nella democrazia e nella società. La loro collaborazione trasversale dimostra l’impegno comune per proteggere i principi fondamentali dell’Unione Europea e garantire un’informazione libera e responsabile per tutti i cittadini.

Meloni
Meloni – Fonte:web

Il centrodestra risponde

L’avvertimento di Thierry Breton ha suscitato una reazione vivace all’interno della maggioranza italiana. Maurizio Lupi, leader di Noi moderati, ha replicato dicendo: “L’ingerenza è quella di Breton. Invito il Commissario a leggere attentamente il contratto di servizio appena concordato tra Rai e Governo italiano, e sono sicuro che lo indicherà come modello di servizio pubblico, indipendenza e pluralismo anche per gli altri Paesi europei.” Anche Maurizio Gasparri, senatore di Forza Italia, ha attaccato il Commissario dell’Unione Europea, dichiarando che “ha dimostrato in più occasioni di non sapere molte cose: non conosce neanche le norme che regolano il servizio pubblico radiotelevisivo in Italia, che sono esemplari e che farebbe bene a studiare e poi a copiare. Le sue opinioni non le terremo in alcuna considerazione.”Il senatore Gianni Berrino, membro della Commissione Vigilanza Rai e appartenente a Fratelli d’Italia, si è unito all’attacco, sostenendo che le accuse del Commissario sono “un assalto ideologico contro l’attuale governo di centrodestra.”

La posizione di Breton ha quindi scatenato un acceso dibattito politico, con i rappresentanti della maggioranza italiana difendendo con forza l’operato della Rai e sostenendo la sua indipendenza e pluralismo. Allo stesso tempo, i membri dell’opposizione hanno criticato il Commissario Ue per presunte mancanze di conoscenza e percepiscono le sue affermazioni come un attacco ideologico contro il governo di centrodestra.Questo episodio mette in evidenza la sensibilità e l’importanza del tema dei media pubblici e della loro indipendenza politica ed editoriale, suscitando un dibattito sul ruolo dell’Unione Europea nel garantire la tutela dei principi democratici e dei diritti mediatici all’interno degli Stati membri.