Referendum Giustizia: Valditara avverte, un ‘no’ favorirebbe l’insulto e il radicalismo del Pd.
Il responsabile del dicastero di Viale Trastevere sostiene che la riforma proposta mira a “allineare la nostra giustizia a quella di altri 23 Paesi europei”. Non si tratta solo di cambiare regole, ma di completare un percorso riformista che in passato ha visto anche la sinistra giocare un ruolo di primo piano. “Allora, o i membri del Partito Democratico di quel tempo erano fascisti, o le affermazioni odierne sono completamente false e inaccettabili”, ha detto Valditara.
Il dibattito sul sorteggio dei magistrati
Entrando nel merito della proposta referendaria, Valditara ha commentato il dibattito su metodi come il sorteggio. “Alcuni hanno detto ironicamente che i premi Nobel non sono sorteggiati”, ha riferito, aggiungendo che le elezioni servono per rappresentare determinati interessi. “Chi governa e chi legge le leggi deve tenere in considerazione interessi ben definiti”, ha spiegato.
Secondo il ministro, se dovesse rappresentare gli interessi di un magistrato sotto procedimento disciplinare, si correrebbe il rischio di compromettere la democrazia. “Il sorteggio è un modo per eliminare le correnti che potrebbero influenzare le decisioni”, ha concluso Valditara, chiarendo l’importanza della trasparenza nel procedimento.
