Roma saluta Enrica Bonaccorti con fiori bianchi e le canzoni “La lontananza” e “Il cielo”
Al termine della funzione, un caloroso applauso ha accompagnato l’uscita del feretro sulle note de “Il cielo” di Renato Zero, grande amico e collega di Enrica. La piazza si è riempita di centinaia di persone, tra fan, colleghi e amici, per un ultimo commosso saluto. Al passaggio del corteo funebre si è levato un coro unanime di “Ciao Enrica”, testimonianza dell’affetto e dello stima che l’artista aveva saputo conquistare nel corso della sua carriera e vita.
Il ricordo di Renato Zero e il monsignor Antonio Staglianò: la poesia della vita e della morte
Il momento più emozionante della cerimonia è stato segnato dall’omelia di monsignor Antonio Staglianò, rettore della Chiesa degli Artisti, che ha letto una commovente lettera scritta da Renato Zero per Enrica Bonaccorti. Le parole dell’artista, intrise di affetto e ricordi condivisi, hanno toccato il cuore di tutti i presenti, offrendo una riflessione profonda sul valore della vita e la natura della morte.
“So che passerai da me prima di affrontare il viaggio di ritorno. Tutto ciò che ti avrei voluto dire, te l’ho detto…” esordiscono le parole di Zero, che evocano l’intimità di un legame che va oltre la scomparsa fisica. Monsignor Staglianò ha sottolineato come la poesia, a cui Enrica si è dedicata con dedizione, sia il mezzo più autentico per raccontare la realtà della morte, andando oltre la mera cronaca o il nudo evento, e rivelando la vita che continua a vivere nell’invisibilità.
