Sanità, Todde inizia dialogo con sindaci: “Confronto costante essenziale per le comunità locali”.
Investimenti e miglioramenti nella sanità sarda
Durante l’incontro sono stati discussi alcuni dei progressi registrati di recente. Nel settore dei medici di medicina generale, si stima che, a fine 2024, la Sardegna avesse circa 560 medici mancanti. Attualmente, il numero è sceso a 478, anche includendo gli incarichi a tempo determinato; escludendoli, la cifra si attesta attorno ai 500. Anche se la situazione migliora lentamente, il numero delle sedi carenti è diminuito. La Regione ha implementato un accordo con i medici di base, introducendo un incentivo mensile di 2.000 euro per chi aprirà ambulatori in zone disagiate, considerate circa centoventi su tutta l’isola.
Parallelamente, si è avviato un dialogo con i sindaci delle aree interessate per mettere a disposizione spazi e servizi per supportare l’attività dei medici. Un aspetto cruciale riguarda gli investimenti previsti dal PNRR per il potenziamento della sanità territoriale. In Sardegna sono state pianificate 50 Case della comunità, con 47 su 50 già in fase di costruzione, registrando un avanzamento dei lavori del 94%, in netto miglioramento dal 20% di giugno 2024. Per quanto concerne gli Ospedali di comunità, i cantieri sono stati aperti in tutte e 13 le strutture previste, con l’obiettivo di rendere operativi 11 ospedali entro giugno 2026.
Alcune difficoltà sono emerse rispetto alla struttura degli appalti del PNRR, che, prevedendo un unico aggiudicatario per più cantieri, possono ritardare i lavori. Sul fronte del personale sanitario, nel 2025 sono stati introdotti nel servizio sanitario regionale 1.500 infermieri e 982 dirigenti medici attraverso concorsi, mobilità e stabilizzazioni. Questo rappresenta un’importante evoluzione, sebbene non sufficiente per rispondere all’intero fabbisogno del sistema sanitario regionale. La Regione ha messo a disposizione delle ASL 25 milioni di euro per le indennità del personale impiegato nei pronto soccorso.
