Se una ragazza fosse stata al mio posto: la verità raccontata

Se una ragazza fosse stata al mio posto: la verità raccontata

In un passaggio particolarmente intenso, Antonio Medugno ha dichiarato: “Questa storia non mi porta vantaggi. Mi espone, divide il pubblico e soprattutto mi danneggia. Ho perso due contratti annuali importanti a causa di questa situazione.” Ha aggiunto con fermezza: “Parlo oggi per difendere la mia dignità e per mettere fine a qualsiasi fraintendimento.”

Medugno ha inoltre espresso preoccupazione sulle reazioni della rete e la tendenza alla colpevolizzazione della vittima: “Ho letto commenti terribili, come ‘Se ci sei andato a cena è colpa tua’ o ‘Se hai accettato i regali te lo sei cercato’. Io oggi ho gli strumenti per reggere questa pressione, ma molte persone più fragili rischiano di sentirsi colpevoli per aver subito violenza o molestie.” Questa riflessione è condivisa da numerosi esperti e associazioni impegnate nella lotta contro la violenza sulle donne e sugli uomini, come Amnesty International e Telefono Rosa.

Medugno invita a riconoscere che accettare una cena o un regalo non significa mai dare consenso a nessuno tipo di abuso: “Non è giusto che io mi senta in colpa per questo, e soprattutto non va bene che una donna venga lasciata sola a subire questa colpevolizzazione. Chiedo solo di smettere di pensare che si debba reagire sempre in modo perfetto per essere credibili.”

Sulle pagine ufficiali dell’Associazione Nazionale Vittime Violenza (ANVV), queste parole rispecchiano proprio l’impegno per fornire supporto psicologico e legale a chi denuncia abusi, contribuendo a contrastare il fenomeno della “victim blaming” ancora molto diffuso nella società.

Antonio Medugno ha poi annunciato l’apertura, con l’aiuto del suo avvocato, di uno spazio a libero patrocinio dedicato a chi soffre di abusi o molestie, un’iniziativa che testimonia il suo impegno concreto nel supporto a vittime di violenza psicologica, fisica o lavorativa.

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