Se una ragazza fosse stata al mio posto: la verità raccontata

Se una ragazza fosse stata al mio posto: la verità raccontata

Nel primo video, Medugno aveva già risposto a molte domande con calma e chiarezza, sottolineando che non cerca né compassione né approvazione: “Ho risposto con i fatti alle tante falsità dette su di me in questi giorni.” Ha raccontato di aver sofferto per anni, di essersi sottoposto a terapia e di aver deciso di agire legalmente solo quando la faccenda è diventata di dominio pubblico e il silenzio stava distruggendo la sua vita.

Interpellato su perché fosse andato a casa di Alfonso nonostante i messaggi ambigui, Antonio ha spiegato: “Riconosco che quei messaggi erano ambigui e probabilmente avrei dovuto mettere un confine prima. Ma ero giovane, sotto pressione, e ho minimizzato guidato dal mio ex manager che mi manipolava.” Ha ribadito di non essere mai andato a letto con Signorini, né la prima né le volte successive, ammettendo però di aver gestito male la situazione e di aver lasciato spazio ad ambiguità che non avrebbe dovuto accettare.

Questa testimonianza è stata commentata anche da esperti del settore. La criminologa Francesca Casella ha dichiarato in un’intervista a RaiNews: “È fondamentale comprendere che la dinamica delle violenze spesso si accompagna a manipolazioni psicologiche e difficoltà a mettere confini netti, specialmente quando il contesto lavorativo è coinvolto.”

Supporto e solidarietà da parte di personaggi pubblici


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