Sequestro di associazione antiviolenza a Reggio Calabria: indagini in corso.
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Secondo quanto dichiarato dalla donna, il suo sequestro sarebbe avvenuto ad opera di individui sconosciuti che, dopo averla stordita, l’avrebbero portata in un luogo ignoto, per poi rilasciarla a Reggio Calabria la mattina successiva. Tuttavia, il marito della vittima ha ricevuto un messaggio su Facebook da un profilo sconosciuto, che rassicurava sulla sua liberazione, specificando che l’intento era semplicemente quello di intimorire la donna.
Le indagini hanno rivelato che il messaggio inviato al marito era probabilmente stato inviato dalla stessa donna. L’analisi dei tabulati di traffico telematico ha fornito prove significative in merito, suggerendo che non ci fosse stata alcuna reale minaccia nei confronti della donna.
In base a queste scoperte, la legale rappresentante del centro antiviolenza è attualmente indagata per diversi reati, tra cui false informazioni al Pubblico Ministero, simulazione di reato e calunnia. Oltre a ciò, durante le indagini è emerso che l’indagata avrebbe esercitato abusivamente la professione di psicologa nei confronti di alcune vittime di violenza che si rivolgevano all’associazione, arrivando perfino a prescrivere farmaci senza avere titolo per farlo.
