Significato di 3b nello stadio della malattia renale cronica spiegato chiaramente

Significato di 3b nello stadio della malattia renale cronica spiegato chiaramente

Che cosa significa 3b nella classificazione della malattia renale cronica?

La sigla “3b” è un termine utilizzato nella classificazione della malattia renale cronica (MRC) per definire un determinato stadio della funzionalità renale ridotta. La malattia renale cronica viene suddivisa in cinque stadi, basati principalmente sul valore del tasso di filtrazione glomerulare stimato (eGFR), che misura la capacità dei reni di filtrare il sangue. Lo stadio 3 è generalmente suddiviso in due sottocategorie: 3a e 3b.

La classificazione 3b indica uno stadio più avanzato rispetto al 3a, dove il valore di eGFR varia tra 30 e 44 millilitri al minuto per 1,73 m² di superficie corporea. In questo intervallo, la funzionalità renale è moderatamente compromessa, e il rischio di sviluppare complicanze renali o cardiovascolari aumenta. Questo parametro viene spesso utilizzato dai medici per personalizzare il piano terapeutico e monitorare l’evoluzione della malattia.


Implicazioni cliniche dello stadio 3b nella malattia renale

Essere diagnosticati con una malattia renale in stadio 3b significa che i reni stanno già subendo un danno significativo che può influire in modo rilevante sulla qualità della vita. In questa fase, è fondamentale adottare misure preventive efficaci per rallentare la progressione della malattia e gestire eventuali complicanze.

Nello stadio 3b, è comune osservare sintomi come affaticamento, pressione arteriosa elevata, e ritenzione di liquidi. Il monitoraggio continuo da parte di un nefrologo è essenziale per evitare il peggioramento e per intervenire con opportune strategie terapeutiche, tra cui la regolazione della dieta, il controllo della pressione arteriosa e, se necessario, la gestione di eventuali problemi metabolici come l’anemia e le alterazioni elettrolitiche.

Un importante elemento da considerare nello stadio 3b è il rischio aumentato di malattie cardiovascolari. Infatti, la compromissione renale influenza negativamente il sistema cardiovascolare, aumentando l’incidenza di eventi come infarti o ictus. Per questo, è cruciale una valutazione clinica completa che includa anche la gestione dei fattori di rischio associati.


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