Sintomi e sensazioni comuni di una sublussazione dell’anca spiegati chiaramente
Una sublussazione dell’anca si verifica quando l’articolazione dell’anca è parzialmente fuori posizione. Questo può causare dolore, spasmi muscolari e difficoltà nel sostenere il peso corporeo sull’arto interessato.
Che cos’è la sublussazione dell’anca e come si differenzia dalla lussazione?
La sublussazione non è da confondere con la lussazione, che consiste nello spostamento completo delle ossa che formano un’articolazione dalla loro sede naturale. La sublussazione generalmente si sviluppa gradualmente a causa di una riduzione del tono muscolare, spasmi, o traumi come incidenti automobilistici.
In particolare, la sublussazione dell’anca interessa la testa del femore, che si trova parzialmente fuori dalla cavità acetabolare del bacino, il “socket” dell’articolazione a sfera e incavo. In condizioni normali, la testa del femore si muove liberamente all’interno della cavità, permettendo movimenti fluidi e senza dolore della gamba.
Quando la testa del femore è parzialmente dislocata, come accade nella sublussazione, la gamma di movimento dell’anca può ridursi, influenzando negativamente lo sviluppo e la forma sia del femore sia dell’anca stessa. Se non trattata, una sublussazione può progredire fino a una lussazione completa dell’anca.
Segni, sintomi e diagnosi della sublussazione dell’anca
I sintomi più comuni associati alla sublussazione dell’anca includono:
- Gonfiore articolare
- Dolore localizzato nell’articolazione
- Deformità visibile dell’anca
- Spasmi muscolari nella coscia e nei glutei
- Ecchimosi (lividi)
- Difficoltà nel movimento della gamba
- Formicolio e intorpidimento
- Debolezza muscolare
- Difficoltà a camminare
- Impossibilità di caricare il peso o stare in piedi sull’anca interessata
- Possibile accorciamento della gamba dal lato coinvolto, con rotazione interna o esterna
La diagnosi viene effettuata attraverso una valutazione clinica approfondita da parte dello specialista. Per confermare la posizione delle ossa e verificare eventuali lesioni associate, possono essere eseguiti esami strumentali come radiografie, risonanza magnetica (RM) o tomografia computerizzata (TC).
