Sterilizzare il proprio gatto è obbligatorio? Tutto quello che c’è da sapere

Sterilizzare il proprio gatto è obbligatorio? Tutto quello che c’è da sapere

Al di là delle norme giuridiche, la sterilizzazione è fortemente consigliata da veterinari e associazioni animaliste per diversi motivi concreti. Innanzitutto, dal punto di vista medico, gatti sterilizzati tendono a sviluppare meno comportamenti problematici legati agli ormoni sessuali: le femmine evitano i cicli di calore, spesso stressanti, mentre i maschi riducono le marcature territoriali e le fughe in cerca di partner.

Dal punto di vista sanitario, la sterilizzazione può ridurre il rischio di alcune malattie dell’apparato riproduttivo e, complessivamente, aumentare l’aspettativa di vita dell’animale. Per le comunità feline, inoltre, è uno dei pochi strumenti efficaci per limitare la nascita incontrollata di nuovi gatti che possono finire abbandonati o randagi. Senza interventi di controllo delle nascite, una sola coppia di gatti può generare molte discendenti in pochi anni, contribuendo all’aumento della popolazione felina vagante e al sovraffollamento dei rifugi.

Sterilizzazione e gestione delle colonie feline

Un punto spesso confuso riguarda la distinzione fra gatti “domestici” e gatti “liberi” o randagi. La legge italiana definisce quelli liberi come animali che vivono sul territorio senza un unico proprietario. Per questi, la sterilizzazione è un obbligo affidato ai servizi veterinari pubblici, che devono intervenire per tutelare la salute degli animali e la convivenza con la collettività.

Le colonie feline riconosciute ufficialmente dai Comuni o dalle ASL possono ottenere convenzioni per la sterilizzazione e cure sanitarie. Il proprietario responsabile o i volontari coinvolti nella gestione di queste colonie collaborano con le istituzioni per garantire che gli animali siano microchippati, sterilizzati e reimmessi sul territorio, riducendo così la riproduzione incontrollata.

Sterilizzazione domestica: responsabilità del proprietario


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