Travaglio difende Corona, Lucarelli chiarisce: “Non si tratta di censura”

Travaglio difende Corona, Lucarelli chiarisce: “Non si tratta di censura”

Marco Travaglio, noto giornalista e direttore de Il Fatto Quotidiano, ha dichiarato pubblicamente che il divieto imposto a Corona equivale a una forma di censura preventiva. Secondo Travaglio, se qualcuno ritiene di essere stato diffamato da Corona, può utilizzare gli strumenti della giustizia e chiedere un processo; vietare a priori la pubblicazione è un’azione che impone un limite perentoriosissimo alla libertà di espressione.

Nel suo articolo, Travaglio ha sottolineato la contraddizione nel trattamento riservato a Corona: “Prima veniva punito perché usava i suoi scoop per ricattare, ora perché li pubblica e provoca chi non vuole vederli diffusi. Il giudice civile ha effettivamente tappato la bocca a Corona, proibendogli di parlare di Signorini e Mediaset”.

In netta opposizione si è schierata Selvaggia Lucarelli, scrittrice e giornalista, la quale ha spiegato che il provvedimento emesso dal Tribunale rappresenta un’applicazione rigorosa dei limiti del diritto di cronaca e critica stabiliti nel nostro sistema giuridico. Lucarelli ha evidenziato come il ricorso urgente sia uno strumento essenziale per impedire danni irreparabili e che la misura adottata non configura alcuna censura ma tutela diritti fondamentali di terzi. In una nota pubblicata sulla sua newsletter ha commentato: “L’ordinanza dimostra il fumus boni iuris, ovvero la fondatezza della richiesta, riconoscendo la natura illecita dei contenuti e l’impossibilità di giustificare tali condotte con il diritto di cronaca e la libertà di stampa.”

Selvaggia Lucarelli ha poi aggiunto: “Questa non è una limitazione della libertà di espressione, ma un provvedimento necessario per tutelare la reputazione e la privacy, compromessi da un abuso evidente.”

Fonti ufficiali: Il Fatto Quotidiano, Twitter Selvaggia Lucarelli

Il significato dell’ordinanza e le implicazioni future


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