Trump riconosce: l’America ha subito profondi cambiamenti rispetto al passato.

Trump riconosce: l’America ha subito profondi cambiamenti rispetto al passato.

Trump riconosce: l’America ha subito profondi cambiamenti rispetto al passato.

Ritorno al Futuro: Le Visioni di Trump e l’Era Moderna

di Vincenzo Petrone (*)

ROMA (ITALPRESS) – Quaranta anni fa, il regista Robert Zemeckis ci ha catapultati in un viaggio temporale con il suo celebre film “Ritorno al Futuro”. La pellicola del 1985 racconta di un teenager che, utilizzando una macchina del tempo, rivive eventi del 1955. A distanza di decenni, appare sorprendente notare come alcuni comportamenti e scelte di politica estera del Presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, reminiscano di quell’epoca passata, quasi come se stesse vivendo in un ciclo temporale simile. Durante un recente intervento dall’Air Force 1, ha annunciato possibili azioni militari in Colombia e Groenlandia, evocando il bisogno di espandere la sicurezza americana. Questo ci porta a riflettere sulla direzione della politica internazionale.

Le Tensioni Geopolitiche e le Scelte di Trump

Il Presidente Trump non ha solo manifestato interesse verso la Groenlandia, ma ha anche rivolto la sua attenzione a Panama e all’Iran. Con affermazioni che scatenano preoccupazioni a livello globale, ha sottolineato che Panama controlla ingiustamente il canale che porta il suo nome, frutto di un accordo con l’ex Presidente Jimmy Carter. In questa logica, non si può ignorare il potere che l’America dovrebbe esercitare sugli alleati, compreso il Messico, dove ha minacciato un intervento militare contro i narcotrafficanti. Frattanto, il Pentagono ha intrapreso azioni concrete contro le imbarcazioni sospettate di trasportare droga. Un panorama di forti contrasti, talvolta più simile a quello degli anni ’50, che invita a una riflessione critica, soprattutto per noi europei, storici alleati degli Stati Uniti.

Il contesto contemporaneo, tuttavia, ci presenta una realtà ben diversa da quella del secolo scorso. Gli Stati Uniti non sono più il colosso dominante, economicamente e militarmente. La crescita di potenze come la Cina rappresenta un contrappeso significativo. Le guerre in Iraq e Afghanistan hanno messo in evidenza le difficoltà dell’America nel gestire situazioni internazionali in modo convincente. Ciò ha prodotto più domande che risposte sulla validità delle politiche attuate da Trump, specialmente nel prospettiva di affrontare le sfide politiche e economiche che ci attendono nel prossimo futuro.

Le elezioni di Mid Term in autunno possono cambiare gli equilibri del Congresso, esponendo il Presidente a una sorta di “agonia politica”. A causa della crescente instabilità, sta emergendo la possibilità di crisi finanziarie imminenti, potenzialmente esplosive. Le bolle su cui Trump ha fatto affidamento, più che solide, sembrano avviarsi verso un inevitabile scoppio.

Bolle Economiche e Potenziali Crisi

Le attuali bolle, legate all’intelligenza artificiale e alle criptovalute, sono già fonte di preoccupazione. Mentre entrambe offrono potenzialità enormi, il loro valore è stato alimentato da aspettative irrealistiche e dalla speculazione. L’investimento della famiglia Trump in questi settori aumenta la tensione attorno a una possibile crisi futura. Per esempio, Melania Trump ha lanciato una stable coin, la “$Melania”, che oggi vale solo 0,10 cent, ben lontano dai 13,75 dollari del valore iniziale. Questa situazione è emblematicamente rappresentativa di quanto possa rapidamente deteriorarsi un mercato basato su percezioni e non su fondamentali solidi.

Un aspetto cruciale è la reazione della Federal Reserve. Se la Banca Centrale non sarà in grado di gestire in modo adeguato l’autonomia necessaria per mantenere la stabilità, le conseguenze per l’economia potrebbero essere devastanti. La nomina del prossimo Presidente della Federal Reserve si farà sentire profondamente nelle politiche economiche statunitensi. Se Trump decide di mantenere personaggi leali piuttosto che competenti, il risultato potrebbe essere una crisi “made in USA” senza precedenti.

Le ricadute economiche della presidenza Trump, riproponendo cicli di crescita che sembrano in pericolo, devono far riflettere non solo l’America, ma anche i suoi alleati. A Berlino, Parigi, Bruxelles e Tokyo, i leader si stanno chiedendo come affrontare una crisi economica che potrebbe avere origini nel fervente attivismo del Presidente. È essenziale che anche l’Italia inizi a prepararsi a tali scenari, considerato la rilevanza della posizione USA nell’economia globale.

In un contesto del genere, risulta evidente che la necessità di un dialogo aperto e di un approccio coordinato tra le nazioni alleate diventa fondamentale. La politica attuale di Trump, improntata a un forte nazionalismo, può portare a isolamento e a crisi che potrebbero rivelarsi difficili da affrontare. La storia ha già mostrato come i momenti di crisi possano innescare dinamiche impreviste tra i paesi. Gli eventi che seguiranno nelle prossime settimane e mesi saranno decisivi non solo per il presidente ma anche per il futuro delle relazioni internazionali.

(*) Ambasciatore

(ITALPRESS)

Fonti Ufficiali:

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