Trump, Studio Witkoff e Kushner: dal regalismo ai negoziati di Ginevra e Board of Peace
Trump e la Diplomazia Geopolitica: Analisi e Perspettive
di Vincenzo Petrone (*)
ROMA (ITALPRESS) – Il primo anno dell’amministrazione Trump è stato caratterizzato da un intenso dibattito tra intellettuali americani ed europei, intenti a interpretare le strategia geopolitiche e geoeconomiche del Presidente americano. Diverse linee di pensiero sono emerse, fondandosi su concetti storici e analisi di esperti.
Il Ritorno della Dottrina Monroe
Un elemento cruciale delle strategie di Trump è il cosiddetto “Monroe Doctrine”, riemergendo nella sua volontà di riaffermare il controllo americano sull’America Latina e l’emisfero occidentale. Altri analisti fanno riferimento al principio delle sfere di influenza di Metternich e al Congresso di Vienna del XIX secolo, cercando di spiegare l’accomodante approccio di Trump nei confronti di leader come Putin, alleato controverso in Europa e nei rapporti con la Russia.
Alcuni politologi, tra cui Patricia Cohen del New York Times, propongono un’interessante interpretazione del Presidente come una figura monarchica, simile a un sovrano Tudor, che gestisce personalmente i negoziati internazionali e definisce la strategia geoeconomica degli Stati Uniti insieme ai suoi collaboratori. Questo approccio ha sollevato interrogativi sul futuro delle relazioni internazionali e sulle alleanze tradizionali.
Incontri e Negoziazioni: La Strategia di Trump
Domenica prossima, la Presidente del Consiglio italiana avrà l’opportunità di incontrare Trump a Milano, in un evento che celebra i successi sportivi italiani alle recenti Olimpiadi. Si prospetta un dialogo che potrebbe toccare temi rilevanti, come il Campionato del Mondo di Calcio che si svolgerà negli Stati Uniti.
Nel frattempo, Trump si attribuisce anche il merito di aver posto fine a otto conflitti e di essere sull’orlo di portare la pace nel conflitto ucraino. Tuttavia, nonostante gli sforzi, il dialogo è ostacolato tanto dal Presidente ucraino Zelensky quanto dai leader europei, i quali si oppongono a qualsiasi concessione a un’aggressore come Putin.
Diverso è il caso della Cina, dove Trump ha mostrato la sua abilità nel trovare soluzioni rapide, come dimostrato con TikTok. La questione della piattaforma ha portato a una ristrutturazione e alla creazione di una versione americana, sottolineando come l’interesse dello Stato possa allinearsi con quello personale.
Gli Investitori in TikTok
La nuova TikTok è stata acquisita da tre investitori chiave, tra cui Oracle, uno dei sostenitori delle campagne presidenziali di Trump. Gli altri due investitori, un’azienda degli Emirati e un fondo gestito dal genero di Trump, Jared Kushner, mostrano come il Presidente utilizzi le sue connessioni personali nel settore privato per influenzare le politiche e le negoziazioni internazionali. Questo approccio solleva interrogativi sulla trasparenza e l’etica nei rapporti tra affari e politica.
Diplomazia Privata: Rischi e Opportunità
Witkoff e Kushner, i due uomini chiave nella diplomazia privata di Trump, si trovano ora a negoziare a Ginevra per ottenere un cessate il fuoco e possibili accordi di pace. Il loro successo precedente nella tregua di Gaza dimostra come una diplomazia alternativa possa talvolta ottenere risultati positivi, anche quando la diplomazia tradizionale fallisce.
Le tensioni relative all’Iran sono attualmente un altro punto critico. Le comunicazioni contrastanti tra gli Stati Uniti e l’Iran riguardo ai colloqui a Ginevra evidenziano le complessità delle negoziazioni diplomatiche in corso. Mentre gli iraniani parlano di progressi, le autorità statunitensi sembrano più scettiche, rivelando le divergenze esistenti tra le due parti.
Per il successo di eventuali negoziati, è essenziale che Trump non si accontenti di “soluzioni rapide” ma lavori per un accordo duraturo. Le tensioni con Israele e la questione del programma nucleare iraniano sono, infatti, legate a problemi di sicurezza più ampi, non solo per gli Stati Uniti ma anche per le nazioni alleate.
La Volatilità di Trump e il Futuro delle Relazioni Internazionali
Non si può ignorare il rischio connesso alla natura impulsiva di Trump e alla sua ricerca di successi immediati. È possibile che scelte affrettate possano compromettere i progressi realizzati. Le pressioni interne, inclusi i problemi economici che tanti americani affrontano, potrebbero influenzare la sua decisione di perseguire obiettivi peggiori, alleggerendo le tensioni ma non risolvendo i problemi di fondo.
Il compito di Witkoff e Kushner di navigare questi complessi scenari internazionali potrebbe quindi rivelarsi tanto rischioso quanto produttivo. Nonostante i loro legami personali e la fiducia di Trump, affrontano sfide significative con potenziali conseguenze geopolitiche durature.
In prospettiva, il futuro delle relazioni internazionali durante l’era Trump rappresenta un’esperienza unica e volatile; una tale fusione di politica, affari e diplomazia privata solleva domande che richiederanno un’analisi attenta e continua.
( Fonte: New York Times, Georgetown University, Johns Hopkins)
(* amb. a.r.)
– foto IPA Agency –
(ITALPRESS)
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