Un nuovo trattato entra in vigore per regolare la vita nei mari internazionali.
È importante notare che il BBNJ non sostituisce gli organismi esistenti. Le organizzazioni regionali di gestione della pesca e l’Autorità Internazionale del Fondale Marino continueranno a regolare i rispettivi settori. Rimane da definire come le ambizioni di conservazione del nuovo trattato si integreranno con quelle istituzioni, e sono probabili conflitti di autorità.
La fase di attuazione sarà più fondamentale della mera negoziazione. Una commissione preparatoria sta lavorando sulle normative necessarie per la prima conferenza delle parti, prevista entro la fine del 2026. I meccanismi di finanziamento, il personale istituzionale e le procedure per proporre aree protette devono ancora essere finalizzati.
Questo accordo, sebbene non possa da solo invertire decenni di danni, rappresenta un cambiamento significativo nel panorama legale dell’oceano aperto. Per la prima volta, la biodiversità nei beni comuni globali non è più un argomento trascurato. Sarà cruciale capire se i governi sono disposti ad accettare vincoli reali sulle attività nelle acque internazionali per determinare se il 17 gennaio rappresenterà un punto di svolta o sarà solo un’altra promessa svanita nel nulla.
Fonti ufficiali: Nazioni Unite, IUCN.
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