Voto a 16 anni: ‘Più Europa’ sostiene scelte responsabili per i giovani studenti italiani.
La Distorsione Democratica e il Supporto delle Forze Politiche
In Italia, i sedicenni possono già lavorare, pagare le tasse e prendere decisioni importanti in vari ambiti della vita, ma non possono scegliere chi li rappresenta. Questo è considerato da molti come una chiara distorsione democratica. La proposta mira a includere anche i giovani iscritti al terzo anno delle scuole superiori tra i nuovi potenziali votanti.
Il partito Più Europa considera questa iniziativa come un passo fondamentale per ampliare la partecipazione democratica, partendo da una definizione già esistente che abbassa l’età del voto a 18 anni anche per il Senato. Magi ha sottolineato che la proposta è allineata con le esperienze di altri Paesi europei e con il principio secondo cui diritti e responsabilità devono andare di pari passo.
L’idea ha trovato consensi immediati nel Movimento 5 Stelle. La deputata Chiara Appendino ha commentato: “in una fase di crisi profonda della partecipazione democratica, è fondamentale allargare i diritti.” Ricordando le battaglie storiche del suo partito, Appendino ha affermato che “la politica continua a prendere decisioni sui temi cruciali per i giovani, senza offrire loro una voce.” Secondo lei, l’inclusione dei giovani nel voto rappresenterebbe un’importante opportunità per ricostruire un rapporto di fiducia con queste generazioni, spesso percepite come invisibili.
