Washington Post conferma violazione dei dati legata agli attacchi Oracle.
Giovedì, il gruppo Clop ha rivendicato tramite il proprio sito web di aver hackerato il Washington Post, dichiarando che l’azienda “ha ignorato la loro sicurezza”. Questa espressione è tipicamente utilizzata dalla gang per indicare che la vittima non ha effettuato il pagamento richiesto. Non è raro che bande di ransomware o estorsione come Clop rendano pubblici i nomi e i file rubati delle loro vittime come tattica di pressione, suggerendo che non ci sia stata alcuna intesa nel negoziato o che quest’ultimo sia fallito.
Altre organizzazioni, come l’Università di Harvard e la filiale di American Airlines, Envoy, hanno confermato di essere state colpite dagli attacchi all’E-Business di Oracle. L’incidenza di queste violazioni di sicurezza mette in evidenza la crescente vulnerabilità delle istituzioni, anche quelle con risorse significative, a tali attacchi informatici.
La mancata attenzione alla sicurezza informatica da parte di aziende che trattano dati sensibili può portare a conseguenze devastanti. Questo incidente con il Washington Post serve da monito per tutte le organizzazioni a rivedere e migliorare le proprie misure di sicurezza, affinché non diventino il prossimo bersaglio di cyber attacchi.
