Secondo l’Orologio dell’Apocalisse, mancano “solo” 89 secondi al fatidico momento
L’orologio dell’Apocalisse segna 89 secondi alla fine del mondo, il record più basso dal 1947. Le minacce per l’umanità, come la guerra in Ucraina, il cambiamento climatico, l’intelligenza artificiale e la pressione geopolitica, hanno portato a questo spostamento drastico delle lancette. Il Doomsday Clock, aggiornato annualmente, avverte i leader mondiali della necessità di affrontare le sfide in modo più efficace. Nel passato, l’orologio è stato spostato indietro di 17 minuti durante il periodo post-Guerra Fredda. Il suo obiettivo è stimolare dibattiti sulla scienza e sensibilizzare sulle minacce esistenti, mantenendo la speranza che la mezzanotte non arrivi mai.
Il Doomsday Clock segna 89 secondi alla fine del mondo
L’orologio dell’Apocalisse, ideato nel 1947 dall’organizzazione dei fisici atomici, ha segnato un nuovo record con solo 89 secondi alla fine del mondo. Inizialmente impostato a 7 minuti dalla catastrofe durante la Guerra Fredda, il Doomsday Clock ha registrato un drastico ridimensionamento nel corso degli anni, arrivando ora a un momento critico.
Eventi come la guerra in Ucraina, il conflitto israelo-palestinese, il cambiamento climatico e l’utilizzo dell’intelligenza artificiale nel campo militare hanno contribuito allo spostamento delle lancette dell’orologio. L’atteggiamento delle potenze mondiali come Stati Uniti, Cina, Corea del Nord e Taiwan preoccupa gli esperti, che sottolineano la necessità di affrontare le sfide globali in maniera più efficace.
Nella storia del Doomsday Clock, ci sono stati anche momenti positivi come nel 1991, quando le lancette vennero indietro di 17 minuti grazie a trattati sulla riduzione delle armi nucleari. Tuttavia, oggi ci troviamo di fronte a una situazione critica che richiede un’immediata azione da parte dei leader mondiali.
Pur fornendo uno stimolo a dibattiti su tematiche complesse come il cambiamento climatico, l’orologio del giudizio universale non ha mai raggiunto la mezzanotte. Questo simboleggia il pericolo di scambi nucleari o catastrofi ambientali che potrebbero mettere fine all’umanità, sottolineando l’importanza di trovare soluzioni condivise per evitare tale scenario apocalittico.
Il conto alla rovescia dell’Apocalisse: 89 secondi alla fine del mondo
La lancetta si è spostata di un altro secondo, segnando solo 89 secondi alla presunta fine del mondo secondo l’orologio dell’Apocalisse. Questo orologio, ideato nel 1947 dagli scienziati atomici fondati da Albert Einstein, ha visto un drastico calo nel tempo, partendo da 7 minuti e ora arrivando a soli 89 secondi.
Eventi storici come la costruzione della prima bomba atomica sovietica nel 1949 hanno portato a spostamenti significativi sul Doomsday Clock, che viene aggiornato annualmente dal Bulletin of Atomic Scientists. La recente situazione in Ucraina, il conflitto israelo-palestinese e le preoccupazioni sul cambiamento climatico hanno contribuito a portare l’orologio a segnare appena 89 secondi.
Il presidente del comitato per la scienza e la sicurezza del Bulletin, Daniel Holz, ha sottolineato la necessità di affrontare le sfide globali in modo più efficace, avvertendo tutti i leader mondiali sull’importanza di agire con urgenza. Ci sono stati momenti di speranza, come nel 1991 quando le lancette sono state spostate indietro di 17 minuti grazie a trattati per la riduzione delle armi nucleari.
Nonostante ci siano stati alcuni passi positivi nel corso degli anni, la minaccia di un disastro nucleare o climatico globale rimane, come evidenziato dall’orologio dell’Apocalisse che, fortunatamente, non ha mai raggiunto la fatidica mezzanotte. Questo strumento serve da monito e stimolo per affrontare le complesse sfide scientifiche, incoraggiando il dibattito e l’azione concreta per proteggere l’umanità.
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