Stéphane Brizé vince il Premio Robert Bresson al Festival del Cinema di Venezia 2023.
Stéphane Brizé Riceve il 26º Premio Robert Bresson a Venezia
VENEZIA (ITALPRESS) – Il regista francese Stéphane Brizé è stato insignito del 26º Premio Robert Bresson, un prestigioso riconoscimento offerto dalla Fondazione Ente dello Spettacolo e dalla Rivista del Cinematografo. Questo premio è patrocinato dal Dicastero per la Cultura e l’Educazione e dal Dicastero per la Comunicazione della Santa Sede.
Un Evento di Grande Importanza nella Mostra del Cinema di Venezia
La cerimonia di premiazione ha avuto luogo in un’atmosfera unica, nel contesto della Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia, all’Hotel Excelsior, Sala Tropicana 1. L’evento ha visto la partecipazione di importanti personalità del mondo del cinema e della cultura, moderato da Federico Pontiggia, noto giornalista e critico cinematografico della Rivista del Cinematografo.
Il Premio Robert Bresson viene assegnato a quegli autori che, attraverso il linguaggio cinematografico, riescono a indagare l’interiorità umana e a rivelare il mistero dell’esistenza. Stéphane Brizé ha accolto il premio con emozione, riflettendo sul suo percorso artistico che, film dopo film, ha analizzato il legame tra uomo, lavoro, amore e dignità personale. “È un grande privilegio e un onore ricevere questo premio. La presenza di Alba Rohrwacher, con cui ho appena lavorato in un film, rende questo momento ancora più speciale”, ha dichiaro Brizé. Il regista ha inoltre condiviso le sue esperienze, parlando della sua passione per il cinema e come ha scoperto il suo amore per la regia grazie a “Note sul cinematografo” di Robert Bresson.
Durante l’evento, il presidente della Fondazione Ente dello Spettacolo, Davide Milani, ha evidenziato come il cinema di Brizé non si limiti a raccontare storie, ma interroghi la coscienza collettiva e restituisca dignità ai silenzi e alle fragilità umane. Milani ha affermato: “Questo è l’unico premio che la Chiesa dedica al cinema, volto a riconoscere gli autori che esplorano la dimensione spirituale dell’uomo”.
L’intervento di Pietrangelo Buttafuoco ha ulteriormente arricchito la cerimonia, suggerendo un parallelo tra l’approccio artistico di Brizé e quello di Bresson, definito il maestro della sottrazione. “La cinematografia non è solo uno strumento narrativo, ma una materia viva che trasforma emozioni in immagini e suoni”, ha spiegato Buttafuoco. “Il cinema può dare forma a ciò che è invisibile, rendendo accessibile la complessità dell’esperienza umana”.
Un Riconoscimento di Merito
Alberto Barbera, direttore della Mostra del Cinema di Venezia, ha sottolineato come il festival rappresenti un crocevia tra diverse sensibilità artistiche. Brizé, un autore capace di affrontare temi complessi con grande rigore, ha meritato questo riconoscimento, secondo Barbera. “Il suo lavoro, sebbene già apprezzato, non ha ancora ricevuto l’attenzione che merita. Stéphane Brizé è uno degli artisti più sensibili della nostra epoca”, ha dichiarato.
La cerimonia di premiazione ha visto la presenza di Giuseppe Baturi, segretario generale della Conferenza Episcopale Italiana, che ha sottolineato la forza spirituale del cinema di Brizé nell’affrontare le contraddizioni dell’uomo moderno. “Brizé riesce a ritrarre la realtà così com’è, senza mai perder di vista la speranza”, ha affermato Baturi. “Nessuno come lui riesce a narrare il mondo del lavoro con un battito civile e poetico”.
A rendere speciale la cerimonia è stata anche Alba Rohrwacher, che ha recentemente lavorato con Brizé in “Le occasioni dell’amore”. La sua presenza ha aggiunto un ulteriore strato emotivo, testimoniando la capacità del regista di trasformare la sua visione in interpretazioni intime e coinvolgenti. “Ringrazio la vita per aver incontrato Stéphane. La sua ricerca artistica è profondamente legata alla mia”, ha commentato l’attrice.
Stéphane Brizé ha saputo costruire un cinema che osserva attentamente la vita, invitando il pubblico a interrogarsi su se stesso e sugli altri. Con opere come “La legge del mercato”, “In guerra” e “Un altro mondo”, il regista ha dimostrato una rara abilità nel dar voce all’invisibile, raccontando l’anima umana attraverso sguardi e silenzi.
Per ulteriori informazioni, si possono consultare i seguenti link ufficiali: [Fondazione Ente dello Spettacolo](https://www.fondazioneentodellospettacolo.it), [Rivista del Cinematografo](https://www.cinematografo.it).
(ITALPRESS)
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