Giorgetti: la legge di bilancio riduce il carico fiscale sulle famiglie italiane
Il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti ha illustrato le misure adottate dal governo per contrastare l’inflazione e sostenere il potere d’acquisto delle famiglie, con particolare attenzione ai lavoratori dipendenti. La legge di bilancio 2023 ha ridotto le aliquote contributive per i redditi più bassi, mentre quella del 2024 ha confermato e ampliato queste riduzioni. Per il 2025 si è previsto un intervento strutturale con benefici fiscali per complessivi 18 miliardi, proseguendo nel 2026 con ulteriori agevolazioni per i redditi medi. Al momento non è possibile prorogare la rateizzazione del secondo acconto delle imposte sui redditi, per esigenze di gettito fiscale.
Interventi del Governo per sostenere il potere d’acquisto delle famiglie italiane
ROMA (ITALPRESS) – Il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti ha illustrato, durante il question time a Montecitorio, le misure adottate dal governo per contrastare l’aumento dell’inflazione e tutelare il potere d’acquisto delle famiglie, in particolare quelle dei lavoratori dipendenti. L’esecutivo è subentrato in un contesto caratterizzato da una forte spinta inflazionistica e ha deciso di intervenire con provvedimenti specifici mirati a supportare i redditi.
Nel dettaglio, la legge di bilancio 2023 ha previsto una riduzione dell’aliquota contributiva per i dipendenti, pari a 2 punti per i redditi inferiori a 35mila euro e a 3 punti per quelli al di sotto dei 25mila euro. Successivamente, per il 2024 è stata confermata la riduzione dell’aliquota, portata a 6 o 7 punti in base allo scaglione di reddito. Anche se l’inflazione ha mostrato segnali di rallentamento rispetto ai due anni precedenti, il governo ha mantenuto l’impegno di adottare misure strutturali per proteggere i redditi delle famiglie italiane nel medio-lungo termine.
La legge di bilancio 2025 ha dato continuità a questo percorso, rendendo stabile la riduzione delle aliquote Irpef introdotte sperimentalmente un anno prima. In questa occasione, la precedente riduzione del cuneo contributivo è stata sostituita da due interventi fiscali strutturali che mantengono i benefici per le famiglie. A livello aggregato, tali provvedimenti hanno redistribuito risorse per 8,1 miliardi nel 2023, 16,3 miliardi nel 2024 e 18 miliardi a partire dal 2025. Inoltre, la legge di bilancio 2026 proseguirà nel diminuire la pressione fiscale sulle famiglie, estendendo i benefici anche ai contribuenti con redditi medi.
Per quanto riguarda la rateizzazione del secondo acconto delle imposte sui redditi, Giorgetti ha precisato che al momento non è possibile prorogarla in quanto posticiperebbe entrate fiscali importanti, necessarie in base alle previsioni attuali. Questa decisione non esclude però un eventuale ripensamento futuro, qualora le condizioni economiche lo consentissero.
-Foto IPA Agency-(ITALPRESS).
Misure del Governo per Sostenere il Potere d’Acquisto delle Famiglie Italiane
ROMA (ITALPRESS) – Il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti ha evidenziato come l’esecutivo si sia insediato in un momento caratterizzato da una forte pressione inflazionistica. Per fronteggiare la perdita del potere d’acquisto delle famiglie, sono state messe in atto misure mirate al sostegno dei redditi, con un’attenzione particolare rivolta alle famiglie dei lavoratori dipendenti. L’obiettivo principale è stato quello di garantire un aiuto concreto ai nuclei familiari, tutelando il loro benessere economico.
Tra gli interventi previsti, la legge di bilancio 2023 ha introdotto una significativa riduzione dell’aliquota contributiva per i dipendenti, che si è tradotta in una diminuzione di 2 punti per le retribuzioni inferiori a 35mila euro e di 3 punti per quelle al di sotto dei 25mila euro. Questi benefici sono stati ulteriormente confermati per tutto l’anno 2024, con riduzioni variabili da 6 a 7 punti a seconda del livello di reddito. La dinamica inflazionistica ha subito un rallentamento nel frattempo e il contesto economico attuale appare differente rispetto ai due anni precedenti.
Per il futuro, la legge di bilancio 2025 ha reso strutturali le riduzioni delle aliquote IRPEF inizialmente introdotte in via sperimentale, sostituendo la precedente riduzione del cuneo contributivo con due misure fiscali di carattere strutturale che mantengono gli stessi vantaggi. In termini aggregati, le risorse redistribuite ammontano a 8,1 miliardi nel 2023, 16,3 miliardi nel 2024 e salgono a 18 miliardi a partire dal 2025. È previsto inoltre che la legge di bilancio 2026 continui su questa linea, estendendo i benefici a una platea più ampia di contribuenti, soprattutto a quelli con redditi medi.
Riguardo alla possibilità di prorogare la rateizzazione del secondo acconto delle imposte sui redditi, Giorgetti ha spiegato che al momento non è possibile perché ciò comporterebbe un ritardo nel gettito necessario secondo le previsioni attuali. Rimane, comunque, aperta la possibilità di valutare questa opzione in futuro qualora le condizioni lo consentano, senza escludere alcuna strada compatibile con l’equilibrio finanziario.
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