Urso: Proteggere industria europea è priorità, vietate misure temporanee inefficaci
Il ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, ha aperto a Bruxelles la quarta riunione dell’Alleanza Ministeriale per le Industrie ad Alta Intensità Energetica, sottolineando l’urgenza di riforme radicali per proteggere l’industria europea dalla concorrenza sleale extra UE. Al centro del dibattito vi sono il Pacchetto REsource EU, misure di salvaguardia per siderurgia e chimica, nonché la lotta contro l’invasione dei prodotti asiatici nel settore moda e tessile. L’Italia invita la Commissione a sostenere la transizione industriale e a promuovere il principio di Preferenza europea. Attenzione particolare è rivolta anche all’industria automobilistica, strategica per l’occupazione.
Le sfide e le strategie europee per sostenere le industrie ad alta intensità energetica
A Bruxelles, il ministro delle Imprese e del Made in Italy, sen. Adolfo Urso, ha aperto la quarta riunione dell’Alleanza Ministeriale per le Industrie ad Alta Intensità Energetica, sottolineando la necessità di interventi decisi da parte della Commissione Europea per proteggere e sviluppare il settore europeo. Urso ha chiesto riforme immediate e incisive senza misure temporanee, evidenziando l’importanza di un sostegno finanziario adeguato per accompagnare la transizione industriale. Tra le priorità, ha citato il monitoraggio rigoroso dei flussi di rottami metallici verso paesi extra UE e l’adozione di misure urgenti per evitarne l’uscita incontrollata.
Negli incontri si sono affrontati temi cruciali come l’Industrial Accelerator Act, atteso per semplificare i permessi e promuovere tecnologie pulite, e la revisione del CBAM, con l’obiettivo di estendere il meccanismo ai prodotti a valle e fermare tentativi di elusione, salvaguardando così gli esportatori europei. Urso ha inoltre richiamato l’attenzione sulla recente creazione dell’Alleanza europea per la chimica, strumento essenziale per tutelare la capacità produttiva del settore, e ha espresso pieno sostegno alle nuove misure di salvaguardia per siderurgia e ferroleghe, auspicandone un’entrata in vigore rapida.
Nel dibattito si è sottolineata la necessità di contrastare la concorrenza sleale proveniente dall’Asia, in particolare nei comparti della moda, del tessile e della plastica. Il ministro Urso ha posto l’accento sulla lotta contro il fast fashion, evidenziando come l’arrivo massiccio di prodotti asiatici sia anche una conseguenza indiretta dei dazi americani su Cina e India. È stata ribadita l’urgenza di attivare senza indugi le misure doganali previste, inclusi dazi per prodotti di basso valore, con un richiamo a non procrastinare oltre il 2028.
Sull’industria automobilistica, Urso ha sottolineato l’importanza di una revisione radicale ed efficace del regolamento sulle emissioni di CO2 per auto, veicoli pesanti e commerciali. Ha evidenziato come il settore automotive sia il primo in Europa per volumi di produzione e occupazione, riservandogli così un ruolo centrale nelle politiche industriali continentali. La priorità è fare in modo che la Commissione concentri su questo dossier il proprio impegno, anche in coordinamento con Germania e Francia, per garantire un futuro sostenibile e competitivo all’industria europea dell’auto.
Strategie e Proposte per Rafforzare l’Industria Europea ad Alta Intensità Energetica
Il ministro delle Imprese e del Made in Italy, sen. Adolfo Urso, ha sottolineato l’urgenza di un intervento deciso da parte della Commissione Europea per proteggere le industrie europee dalla concorrenza sleale dei concorrenti extra-UE. Durante la quarta riunione dell’Alleanza Ministeriale per le Industrie ad Alta Intensità Energetica, organizzata a Bruxelles e presieduta dall’Italia, Urso ha chiesto riforme immediate, efficaci e coraggiose, accompagnate da adeguati supporti finanziari, per promuovere la competitività e la transizione industriale sostenibile del continente. Un focus particolare è stato posto sulle iniziative legislative in corso, come il Pacchetto sulla Sicurezza Economica e il programma RESource EU, finalizzati a tutelare le materie prime strategiche e a monitorare attentamente i flussi di rottami metallici verso Paesi extra UE.
Le prossime decisioni della Commissione su temi fondamentali quali l’Industrial Accelerator Act e la revisione del CBAM sono viste come occasioni cruciali per rafforzare il sostegno alle tecnologie pulite, includendo settori chiave come l’acciaio e il cemento verde. Urso ha ribadito l’importanza di introdurre misure che semplifichino i processi autorizzativi e favoriscano la preferenza per prodotti “Made in Europe”. In particolare, l’estensione del CBAM ai prodotti a valle è considerata strategica per prevenire il rischio di elusione del meccanismo e tutelare gli esportatori europei. Al centro delle richieste italiane si trovano anche la salvaguardia della filiera chimica, con particolare attenzione alla chimica di base e alla biochimica, e le misure di protezione per la siderurgia e le ferroleghe, per cui si auspica un rapido avvio delle misure di salvaguardia proposte.
Il dibattito tra i ministri ha coinvolto ulteriori tematiche, come la necessità di contrastare le pratiche di concorrenza sleale, soprattutto da parte dell’Asia, che penalizzano settori strategici quali moda, tessile e plastica. Urso ha sollevato la questione della pressione crescente esercitata dall’importazione di prodotti asiatici, aggravata dagli effetti indiretti dei dazi imposti dagli Stati Uniti, e ha richiamato l’urgenza di introdurre misure di tutela, inclusa la revisione tempestiva dei dazi per prodotti di basso valore, senza attendere il 2028. I lavori proseguiranno nel Consiglio Competitività, con un’agenda condivisa da Italia, Francia, Spagna e Polonia, che assumerà la presidenza nella prossima sessione.
Sul fronte dell’industria automotive, il Ministro Urso ha espresso la necessità di una revisione radicale e incisiva del regolamento sulle emissioni di CO2, estesa anche ai veicoli pesanti e commerciali. Considerando l’automotive come la principale industria europea per dimensioni e occupazione, ha evidenziato come rappresenti un dossier prioritario per la Commissione, in linea con le proposte già avanzate da Italia e Germania, e con un possibile successivo supporto della Francia. L’attenzione su questo settore rimane alta per garantire sviluppo sostenibile ed equità nella transizione industriale europea.
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