Procurement sostenibile: il Parlamento UE approva modifiche significative alla CSRD per un futuro verde.

Procurement sostenibile: il Parlamento UE approva modifiche significative alla CSRD per un futuro verde.

Procurement sostenibile: il Parlamento UE approva modifiche significative alla CSRD per un futuro verde.

Nel 2025, la normativa europea sul procurement ha subìto una svolta grazie alla Corporate Sustainability Reporting Directive (CSRD), ampliando significativamente il numero di aziende soggette a rendicontazione ESG. Questo cambiamento implica che circa 50.000 imprese, inclusi 4.000 in Italia, devono ora monitorare e comunicare l’impatto ambientale, sociale e di governance delle loro operazioni. Le aziende stanno adattando le loro pratiche di approvvigionamento, dando priorità ai fornitori sostenibili certificati. Questo shift non solo è dettato da normative rigorose ma anche da aspettative dei consumatori e vantaggi competitivi, rendendo la sostenibilità un requisito fondamentale per il successo aziendale.

Il Futuro del Procurement Sostenibile in Europa

Il 2025 ha segnato un cambiamento significativo nel procurement aziendale europeo, principalmente a causa dell’entrata in vigore della Corporate Sustainability Reporting Directive (CSRD). Questa normativa, implementata dal 5 gennaio 2023, ha ampliato notevolmente la platea delle aziende soggette a rendicontazione dell’impatto ambientale, sociale e di governance. Si stima che il numero di imprese coinvolte sia passato da 11.700 a circa 50.000 nell’Unione Europea, aumentando anche la pressione su piccole e medie imprese.

Statistiche globali confermano che la tendenza verso la sostenibilità era già in atto prima delle nuove normative. Secondo un report di Amazon Business 2025, il 99% delle aziende ha formalizzato obiettivi ESG, mentre molti leader aziendali considerano gli acquisti sostenibili una priorità imminente. In Italia, i dati recenti rivelano che il 69% delle aziende manifatturiere ha avviato iniziative di sostenibilità, con una maggiore intensità nelle grandi imprese.

Le aziende si trovano ora a dover affinare i loro criteri di selezione dei fornitori, integrando i parametri ESG come elementi fondamentali delle decisioni d’acquisto. Le certificazioni come EcoVadis e ISO 14001 svolgono un ruolo chiave, mentre le piattaforme digitali moderne facilitano la verifica della conformità. La necessità di monitoraggio continuo delle performance dei fornitori diviene cruciale per garantire che gli standard ESG siano rispettati nel tempo.

Abbracciare pratiche di procurement sostenibile non solo consente di rimanere in regola con le normative, ma genera anche vantaggi economici tangibili. Le aziende guadagnano efficienza operativa e migliorano la loro reputazione, beneficiando di condizioni di credito più favorevoli. Costruire relazioni durature con fornitori allineati ai principi di sostenibilità porta a una maggiore stabilità operativa, rendendo chiaro che il tempo per agire è adesso.

La Trasformazione del Procurement Sostenibile in Europa

Il 2025 rappresenta un punto di svolta significativo per il procurement delle aziende europee. Con l’adozione della Corporate Sustainability Reporting Directive (CSRD) e la sua attuazione in Italia tramite il D.lgs. n. 125 del settembre 2024, il panorama del reporting aziendale si è ampliato considerevolmente. Passando da 11.700 a circa 50.000 imprese obbligate a rendicontare il proprio impatto ambientale, sociale e di governance, si registra una crescente attenzione verso la sostenibilità. Il Pacchetto Omnibus “Stop the Clock” ha ulteriormente alleggerito il carico normativo sulle piccole e medie imprese, mentre le recenti posizioni negoziali europee puntano a semplificazioni per i requisiti di rendicontazione.

I dati globali suggeriscono già una trasformazione in atto: il 99% delle aziende ha fissato obiettivi ESG e l’80% sta collaborando con fornitori certificati sostenibili. Anche in Italia, le statistiche Istat del 2023 rivelano che il 69% delle imprese manifatturiere ha avviato iniziative di sostenibilità, con una prevalenza nelle grandi aziende. Questo trend indica un cambiamento culturale profondo, con la sostenibilità vista come un requisito essenziale piuttosto che un elemento accessorio.

La selezione dei fornitori sta subendo un cambio di paradigma, con i parametri ESG emergenti come criteri determinanti. Certificazioni internazionali come ISO 14001 e il rispetto delle emissioni Scope 3 diventano cruciali nel processo di qualifica. Le moderne piattaforme digitali facilitano il monitoraggio delle performance di sostenibilità, rendendo necessario un sistema di controllo continuo per garantire la conformità nel tempo.

Investire in pratiche di procurement sostenibile offre vantaggi tangibili: riduzione dei costi, miglioramento della reputazione aziendale e diminuzione dei rischi operativi. Le aziende che abbracciano questi cambiamenti non solo rispettano le normative, ma si posizionano come leader nel mercato, beneficiando di relazioni più solide con fornitori e clienti. Adattarsi ora significa non solo conformarsi, ma anche innovare per un futuro sostenibile.

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