Orsini: agire subito nel mercato energia e sfruttare opportunità Mercosur senza ritardi

Orsini: agire subito nel mercato energia e sfruttare opportunità Mercosur senza ritardi

Orsini: agire subito nel mercato energia e sfruttare opportunità Mercosur senza ritardi

Emanuele Orsini, presidente di Confindustria, sottolinea l’importanza cruciale del Dl Energia per la competitività delle imprese italiane, evidenziando come il costo dell’energia influisca direttamente sulla capacità industriale del Paese. Orsini invita a un intervento rapido e a una visione industriale pluriennale, auspicando la conferma dell’iperammortamento fino al 2028 e il rafforzamento delle Zes per sostenere il Sud. Preoccupano le dinamiche commerciali legate al Mercosur, con la necessità di tutelare agricoltori e industria europea senza perdere opportunità economiche. L’obiettivo è garantire investimenti e condizioni favorevoli per mantenere produttività e competitività nel lungo termine.

Le Sfide della Competitività Energetica e Commerciale per l’Industria Italiana

ROMA (ITALPRESS) – Il Dl Energia rappresenta principalmente una fonte di preoccupazione per le imprese italiane, poiché la competitività oggi dipende in gran parte dal costo dell’energia. Quando l’energia non è competitiva, il rischio è di perdere settori industriali strategici. Emanuele Orsini, presidente di Confindustria, ha evidenziato l’urgenza di interventi rapidi per creare condizioni favorevoli alla competitività del sistema produttivo nazionale. Ha sottolineato inoltre che, a differenza della Germania, l’Italia non dispone della capacità di indebitamento pubblico necessaria per effettuare grandi investimenti a supporto del settore energetico che possano abbassare i costi oltre il 2026.

Orsini ha ricordato come Confindustria abbia sempre richiesto un piano industriale con una prospettiva almeno triennale. Un esempio è stato l’impegno per estendere l’iperammortamento fino al 2028, consentendo così di pianificare investimenti con una visione a lungo termine. In parallelo, ha sottolineato l’importanza delle Zone Economiche Speciali (ZES) per rafforzare il Sud Italia, rendendo le imprese meridionali più competitive. Investire in questi ambiti è fondamentale per aumentare produttività e competitività, elementi essenziali per favorire la crescita delle imprese italiane.

Un’ulteriore preoccupazione riguarda il Mercosur, con il quale l’Italia ha da tempo avviato negoziati. Orsini ha evidenziato l’importanza di non perdere questa occasione che dura da 25 anni, soprattutto considerando il ruolo cruciale dell’Italia all’interno dell’Unione Europea nel voto su questo tema. Ha rimarcato la necessità di trovare rapidamente un’intesa che offra garanzie e tuteli gli agricoltori europei attraverso adeguati strumenti di compensazione, preservando così un comparto fondamentale per l’economia continentale.

L’impegno, secondo Orsini, deve essere rivolto a garantire la sicurezza economica degli operatori coinvolti nel settore agricolo e al tempo stesso a non pregiudicare il valore del Pil derivante dall’industria europea. Solo costruendo un equilibrio tra queste istanze sarà possibile sostenere lo sviluppo economico e mantenere una posizione solida nel contesto internazionale, assicurando continuità e forza all’intero sistema produttivo italiano.

Le sfide della competitività energetica e degli accordi internazionali per l’industria italiana

ROMA (ITALPRESS) – Il Dl Energia rappresenta una preoccupazione soprattutto per le imprese italiane, poiché la competitività oggi si fonda principalmente sul costo e sulla disponibilità dell’energia. Emanuele Orsini, presidente di Confindustria, ha sottolineato, a margine di Atreju, come la mancanza di competitività energetica potrebbe comportare la perdita di settori industriali fondamentali per il Paese. È fondamentale agire con tempestività, riconoscendo gli errori del passato e la necessità di creare condizioni favorevoli per mantenere la competitività sul mercato globale. Inoltre, ha rimarcato come l’Italia non abbia la stessa capacità di accumulare debito pubblico della Germania, che ha in programma un investimento di 26 miliardi per ridurre il prezzo dell’energia nel 2026, mettendo così a rischio la posizione competitiva italiana.

È stata ribadita l’importanza di un piano industriale di lungo periodo, con una visione che si estenda almeno per tre anni. In questo senso, il lavoro congiunto per sostenere l’iperammortamento fino al 2028 è considerato un passo necessario per garantire a chi investe la certezza e la stabilità richieste per pianificare opere e miglioramenti. Orsini ha inoltre evidenziato come iniziative come le Zone Economiche Speciali contribuiscano a rafforzare il Sud Italia, promuovendo uno sviluppo più equilibrato e sostenibile. Rendere le imprese più competitive implica inevitabilmente un impegno concreto sugli investimenti, elemento indispensabile per elevare la produttività e sostenere la crescita industriale.

L’accordo con il Mercosur rappresenta un ambito di grande attenzione e preoccupazione per l’Italia. Orsini ha espresso la speranza che gli Stati Uniti nel prossimo anno possano registrare un rallentamento, visto che sono un partner commerciale cruciale per l’Italia. È importante non lasciarsi sfuggire un negoziato che dura da un quarto di secolo, considerando il peso del voto italiano nelle decisioni finali. La recente astensione del Belgio e la posizione espressa dal Brasile richiedono un’accelerazione nelle trattative e la definizione di adeguate misure di compensazione per gli agricoltori europei, settore di rilievo per l’intera Unione. Occorre garantire tutele adeguate pur preservando un pil industriale rilevante per l’intera Europa.

In sintesi, i temi energetici e commerciali si intrecciano profondamente con il futuro industriale italiano ed europeo. È questa congiuntura che richiede scelte rapide e condivise, capaci di salvaguardare non solo la competitività economica, ma anche la stabilità sociale e la crescita sostenibile del Paese, assicurando così nuove opportunità agli imprenditori e al tessuto produttivo italiano.

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