Sintomi principali della criptosporidiosi: come riconoscere l’infezione intestinale rapidamente
La criptosporidiosi è un’infezione del tratto gastrointestinale, in particolare dell’intestino tenue, causata da parassiti microscopici chiamati Cryptosporidium (spesso abbreviati in Crypto). Questa infezione può colpire persone di tutte le età e si manifesta con diversi sintomi, benché alcuni individui possano risultare asintomatici.
Sintomi comuni e decorso dell’infezione
I sintomi della criptosporidiosi solitamente compaiono da 2 a 10 giorni dopo l’infezione, con una media di circa sette giorni. Tra i più frequenti vi sono:
- Diarrea acquosa persistente
- Crampi addominali
- Nausea e vomito
- Febbre moderata
- Perdita di peso e disidratazione
In alcuni casi i sintomi possono attenuarsi e poi ripresentarsi, con una durata complessiva che può variare da una settimana fino a oltre un mese, soprattutto nelle persone con un sistema immunitario forte che riescono a contenere l’infezione. In individui con immunità compromessa, la malattia può risultare molto più grave e prolungata.
Modalità di trasmissione e popolazioni a rischio
La criptosporidiosi si diffonde principalmente attraverso l’ingestione di acqua o cibo contaminati da oocisti di Cryptosporidium, che sono presenti nelle feci di persone o animali infetti. Le fonti più comuni includono:
- Acqua non trattata di laghi, fiumi e piscine
- Cibi crudi o poco cotti contaminati
- Bevande non pastorizzate, come il succo di mela o il latte crudo
- Contatto diretto con superfici o oggetti contaminati
- Trasmissione da persona a persona attraverso pratiche igieniche inadeguate o rapporti sessuali oro-anali
Alcuni gruppi sono particolarmente vulnerabili all’infezione o a sviluppare forme gravi, tra cui:
- Bambini che frequentano asili nido o scuole
- Operatori sanitari e chi lavora in contesti di cura infantile
- Viaggiatori internazionali e persone che praticano escursionismo o campeggio consumando acqua non trattata
- Persone con sistema immunitario indebolito, come i malati di HIV/AIDS, pazienti oncologici, riceventi di trapianti o in terapia immunosoppressiva
- Donne in gravidanza e anziani
