Iran: portavoce Gobadi avverte, “La società chiede la fine del regime, non riforme.”
Iran: La Rivoluzione delle Persone contro il Regime
di Lucia Rotta
ROMA (ITALPRESS) – Le manifestazioni che hanno invaso le strade dell’Iran dal 28 dicembre scorso rappresentano un cambiamento profondo e significativo nella percezione sociale. Shahin Gobadi, portavoce dell’Organizzazione dei Mojahedin del Popolo Iraniano, evidenzia come la società abbia superato una soglia critica: “Le persone non si aspettano più riforme; chiedono esplicitamente la fine del sistema.” Questa affermazione segna un passo decisivo verso una rivolta che non è solo economica, ma chiaramente politica, rivolta a rovesciare il regime attuale.
Le Radici della Protesta e l’Evoluzione della Rivolta
Le attuali manifestazioni non sono un fenomeno isolato, ma il risultato di anni di frustrazione causati da problemi economici e sociali persistenti, come inflazione, corruzione e disoccupazione. Gobadi spiega che il regime ha sempre risposto con repressione e paure, ma oggi, il contesto è cambiato: “Quella che è iniziata come una protesta economica si è trasformata in una vera e propria rivolta.” Le nuove generazioni stanno rispondendo in modi sempre più organizzati e strategici, grazie anche alle Unità di Resistenza del MEK, che agiscono silenziosamente nel tessuto sociale per coordinare le azioni di resistenza.
Le reti di resistenza, attive da tempo, hanno creato un’organizzazione capace di supportare il dissenso popolare, rinforzando la capacità delle proteste di riemergere, anche dopo interventi repressivi. Nonostante la censura e i blocchi di Internet, le informazioni continuano a circolare attraverso reti sotterranee, permettendo ai cittadini di rimanere informati sulla situazione. “Le forze repressive sono state denunciate in molte città, e il regime stesso nega la propria sicurezza con il suo comportamento: internet bloccato, drone schierati e una presenza massiccia di forze di sicurezza”, afferma Gobadi.
Le recenti notizie suggeriscono che, durante il 14esimo giorno di manifestazioni, diverse città iraniane come Teheran, Isfahan e Shiraz hanno visto scontri tra popolazione e forze di sicurezza. Questo clima di tensione è alimentato dalla consapevolezza collettiva che le azioni repressive non possono più intimorire come in passato. I cittadini stanno ora resistendo e organizzandosi, unendo diversi gruppi sociali, dai giovani ai lavoratori, in una lotta comune.
“Quando un regime è costretto a governare solo con la violenza, è già in crisi”, osserva Gobadi, riflettendo su come il regime stia cercando di recuperare la paura tramite sparatorie e arresti di massa. “Ma qualcosa è cambiato: le proteste sono ora più resilienti e meglio coordinate.” E mentre il regime intensifica la propria repressione, Gobadi è ottimista riguardo alla possibilità di un cambiamento significativo.
Il Ruolo della Comunità Internazionale
La questione di un possibile intervento internazionale solleva interrogativi e preoccupazioni. In risposta, Gobadi fa riferimento alla leader del movimento, Maryam Rajavi: “Il destino dell’Iran è nelle mani dei cittadini iraniani. Un cambiamento autentico non può essere imposto dall’esterno.” Questo richiamo sottolinea l’importanza di un movimento di base che sappia contrastare la dittatura. Nonostante ciò, Gobadi avverte che la comunità internazionale ha un ruolo fondamentale: “Gli Stati Uniti e l’Unione Europea devono sostenere la libertà di espressione e perseguire la responsabilità per i crimini contro l’umanità.” È vitale che il supporto internazionale arrivi in modo chiaro e forte, in modo da indebolire la legittimità del regime e incoraggiare chi lotta per la libertà in Iran.
Infine, Gobadi sottolinea che la lotta del popolo iraniano non ha bisogno di interventi militari stranieri, ma piuttosto di sanzioni reali contro gli oppressori e un chiaro sostegno politico. “Riconoscere il diritto del popolo iraniano a lottare per la libertà è cruciale,” conclude, affermando che, per il futuro del Paese, la comunità internazionale deve prendere una posizione ferma e solidale contro l’oppressione.
Fonti ufficiali: Organizzazione dei Mojahedin del Popolo Iraniano, Italpress.
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