Il Ministro potrebbe avere ragione: riflessioni su una questione controversa.
Valditara e le Accuse di Fascismo: Un Riflessione Sull’Istruzione
Recentemente, il politico Valditara ha sollevato un dibattito importante riguardo alle accuse di fascismo che ha ricevuto per aver ripristinato la pratica delle poesie a memoria. Secondo il suo punto di vista, l’impegno, l’applicazione e la fatica nello studio vengono spesso stigmatizzati come elementi di un pensiero fascista. Questo fenomeno non è nuovo e si è sviluppato nel tempo, portando a una riflessione profonda sulla cultura dell’istruzione e sui valori che trasmettiamo alle nuove generazioni.
Da studentessa e poi da insegnante, ho osservato che l’idea che ogni forma di impegno intellettuale sia associata a ideologie oppressive è diventata prevalente. Molti studenti sembrano percepire la richiesta di serietà e di studio come un attacco alla loro libertà personale. Negli anni passati, ricordo le lamentele di alcuni compagni di classe di fronte a un carico di studio considerato eccessivo: “L’insegnante è fascista!” era un’accusa che ricorreva frequentemente. Nonostante questa narrativa, chi realmente guadagna da questo atteggiamento? La risposta è chiara: nessuno.
Il Ruolo della Famiglia nell’Educazione
L’atteggiamento di disimpegno verso lo studio è spesso trasmesso dalle famiglie. Le generazioni precedenti, che hanno vissuto eventi storici significativi legati al fascismo, sembrano aver perso una certa consapevolezza critica e storica. I genitori degli anni ’60 e ’70 avevano, seppur vagamente, una comprensione di cosa fosse il fascismo, mentre gli studenti odierni, crescendo nel clima attuale, ripetono meccanicamente frasi e slogan che non sempre comprendono. Un semplice “fascista” per etichettare chi cerca di far rispettare le regole dello studio è un alibi comodo che non fa altro che perpetuare l’ignoranza.
Il risultato di questa dinamica è che la cultura e il sapere stanno declinando, rendendo difficile per gli studenti affrontare le sfide future. La scuola dovrebbe essere un luogo di crescita e di responsabilità; al contrario, si corre il rischio che diventi un’area di rifugio per chi non vuole affrontare le proprie responsabilità. La mancanza di impegno, specialmente in un mondo così competitivo, può avere ripercussioni devastanti sul futuro delle nuove generazioni.
