I cani apprendono nuove parole ascoltando le conversazioni umane

Pubblicato il da Redazione - aggiornato il - Animali

I cani apprendono nuove parole ascoltando le conversazioni umane

Una recente ricerca pubblicata su “Science” indica che i cani sono in grado di apprendere nuove parole con un’efficacia paragonabile – e in alcuni casi superiore – a quella dei bambini di circa 18 mesi. Lo studio apre scenari sorprendenti sulle capacità cognitive dei nostri compagni a quattro zampe.

Cani sempre più intelligenti: cosa rivela la scienza

È noto che l’intelligenza canina può variare notevolmente da individuo a individuo, un po’ come avviene tra le persone. Ma finora non era stato dimostrato con chiarezza che i cani potessero cogliere il significato delle parole semplicemente ascoltando conversazioni umane. Questa ipotesi trova ora conferma grazie a una ricerca del dipartimento di Etologia dell’Università Eötvös Loránd di Budapest, guidata dall’italiana Claudia Fugazza e pubblicata sulla rivista “Science”. I risultati mostrano che alcuni cani possiedono capacità di apprendimento linguistico decisamente più avanzate di quanto si pensasse.

Un protocollo sperimentale all’avanguardia

La sperimentazione ha coinvolto dieci cani classificati come “Gifted Word Learners” (GWL), ovvero animali già noti per la loro particolare predisposizione a memorizzare parole. Il test si è svolto in due fasi della durata di otto minuti ciascuna. Nella prima, i proprietari hanno mostrato due nuovi giochi al cane, ripetendo più volte il nome degli oggetti. Nella seconda, gli animali hanno semplicemente ascoltato una conversazione tra i loro umani e un familiare, durante la quale venivano citati i nomi di altri due giocattoli. Dialoghi come “Questo è *nome del gioco*” oppure “Vuoi *nome del gioco*?” erano al centro della discussione.

Il momento della verifica ha lasciato i ricercatori senza parole: gli animali hanno mostrato un tasso di riconoscimento dell’80% nella prima fase (16 risposte corrette su 20), che è salito al 100% nella seconda (20 su 20). Un risultato considerato eccezionale.

Gli studiosi hanno poi complicato ulteriormente l’esperimento chiedendo ai proprietari di nominare altri giochi dopo averli riposti in una cesta, impedendo così ai cani di vederli. Nonostante il maggiore livello di difficoltà – che introduceva un intervallo tra parola e oggetto – molti di loro sono riusciti comunque a identificare correttamente i nomi. Fugazza ha spiegato che “questi risultati dimostrano come i cani GWL siano capaci di attivare strategie diverse per apprendere nuove etichette verbali”.

Un nuovo sguardo sul linguaggio tra uomo e cane

Il lavoro dei ricercatori ungheresi offre una prospettiva innovativa sulle abilità socio-cognitive dei cani e sulla loro capacità di apprendere vocaboli anche attraverso l’ascolto passivo. Come sottolinea la prima autrice dello studio, Shany Dror, “l’apprendimento delle parole non è un processo esclusivamente umano” e in alcuni casi i meccanismi utilizzati dai cani mostrano analogie sorprendenti con quelli dei bambini molto piccoli. Tuttavia, gli scienziati tengono a precisare che tali capacità non sono diffuse nella popolazione canina: gli esemplari dotati di un talento linguistico così spiccato sono rari e spesso la loro bravura è frutto di un mix tra predisposizione naturale e un ambiente particolarmente stimolante.

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