Bankitalia: imprese ottimiste su crescita economica e aumento dei salari nel futuro prossimo
L’indagine della Banca d’Italia per il quarto trimestre 2025 rivela un moderato miglioramento delle condizioni economiche delle imprese italiane con una crescita media attesa dei salari del 2,2% nei prossimi 12 mesi. Le imprese segnalano una domanda in espansione, soprattutto nei settori costruzioni e servizi, e una stabilità dell’occupazione con un aumento previsto soprattutto nelle costruzioni. Migliorano le aspettative sull’andamento della domanda interna ed estera e le condizioni per investire, specie nell’industria e nei servizi, mentre nel settore costruzioni si registra un lieve peggioramento. Le previsioni sull’inflazione al consumo si attestano tra 1,6 e 1,8%. Il ricorso agli incentivi Transizione 4.0 e 5.0 è diffuso nell’industria manifatturiera.
Andamento delle aspettative economiche e salari delle imprese italiane nel quarto trimestre 2025
Le previsioni sulla crescita dei salari nelle prossime 12 mesi si attestano in media attorno al 2%. Nel periodo da novembre a dicembre 2025, l’indagine della Banca d’Italia ha registrato un leggero miglioramento delle aspettative sulle condizioni economiche delle imprese, grazie alla riduzione degli effetti negativi legati all’incertezza economica, politica e commerciale. L’occupazione è destinata a crescere nei prossimi tre mesi, sostenuta soprattutto nei settori dell’industria e dei servizi, mentre nelle costruzioni si registra un aumento ancor più deciso.
I giudizi delle imprese sulla situazione economica generale continuano il trend positivo iniziato nel secondo trimestre del 2025. Migliorano anche le aspettative relative alla domanda interna ed estera, fatta eccezione per il settore delle costruzioni. Le condizioni per investire risultano meno sfavorevoli nell’industria e nei servizi, con un aumento della spesa nominale prevista per gli investimenti nel corso del 2026. Un’importante quota di imprese manifatturiere ha fatto uso degli incentivi legati alle iniziative Transizione 4.0 e 5.0, con particolare interesse nei settori alimentare, carta, plastica, vetro e metalli.
Sul fronte dei prezzi, la crescita dei listini di vendita si è lievemente ridotta per l’economia complessiva, con un aumento più contenuto nell’industria e nei servizi e una ripresa nelle costruzioni. Le aspettative di inflazione al consumo sono calate tra l’1,6% e l’1,8% su diversi orizzonti temporali, mantenendosi coerenti tra settori, dimensioni aziendali e aree geografiche. I fattori principali che influenzano la dinamica dei prezzi attesi rimangono i costi del lavoro e delle materie prime.
Le condizioni economiche per i prossimi mesi mostrano un miglioramento, con un equilibrio più stabile tra aziende che rilevano stabilità e quelle che vedono segnali di miglioramento. L’accesso al credito resta invariato, mentre la liquidità aziendale continua a essere stabile. Nonostante un lieve peggioramento nelle costruzioni legato all’incertezza sulle attività collegate al Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, la fiducia generale delle imprese è in crescita, con attese positive soprattutto per la domanda e le esportazioni nei settori industriale e dei servizi.
Previsioni Economiche per le Imprese Italiane nel Quarto Trimestre 2025
Le aspettative delle imprese italiane indicano una crescita moderata dei salari, con un incremento medio atteso intorno al 2,2% nei prossimi 12 mesi. Le percezioni sulle condizioni economiche per i prossimi tre mesi sono lievemente migliorate, grazie a una riduzione dell’incertezza derivante da fattori economici, politici e dalle politiche commerciali. L’occupazione è prevista in espansione, in particolare nel settore delle costruzioni, mentre le aziende dei servizi e dell’industria in senso stretto continuano a mantenere una crescita sostenuta delle vendite previste per i primi mesi del 2026.
I giudizi sulle condizioni di investimento mostrano una tendenza differenziata tra i settori: industria e servizi segnalano un lieve miglioramento, mentre le costruzioni registrano un peggioramento. In generale, le condizioni risultano ancora sfavorevoli, anche se meno pronunciate rispetto al trimestre precedente. Circa un terzo delle imprese intende aumentare la spesa nominale per investimenti nel primo semestre del 2026 rispetto allo scorso semestre, nonostante una significativa percentuale delle aziende del settore costruzioni connesse ai progetti legati al PNRR preveda invece una riduzione della spesa.
Le imprese mostrano anche una dinamica contenuta nella crescita dei prezzi di vendita, con variazioni moderate attese per il 2026, soprattutto nell’industria e nei servizi, mentre nelle costruzioni i rincari risultano più consistenti. I costi del lavoro e delle materie prime continuano a influenzare fortemente la formazione dei prezzi. Le aspettative di inflazione al consumo si sono leggermente ridotte su tutti i orizzonti temporali, attestandosi tra l’1,6 e l’1,8% e risultando omogenee tra settori, dimensioni aziendali e aree geografiche.
L’uso degli incentivi legati ai piani Transizione 4.0 e 5.0 è ampiamente diffuso, soprattutto nell’industria manifatturiera, dove più di un terzo delle imprese li ha già utilizzati o intende farlo. Questi strumenti sono destinati sia a investimenti programmati sia a nuove iniziative, contribuendo a sostenere l’attività economica nonostante le condizioni ancora impegnative. Nel complesso, l’indagine della Banca d’Italia riflette segnali di miglioramento, pur mantenendo un quadro prudente per la crescita e l’evoluzione dei mercati nei prossimi mesi.
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