Trump: dal “America First” al “Tycoon First” in un anno di cambiamenti straordinari.
La Presidenza di Trump: Tra Tensioni Internazionali e Crisi Economiche
di Gianfranco D’Anna
ROMA (ITALPRESS) – Un anno di presidenza Trump? Senza dubbio un periodo ricco di colpi di scena, con dichiarazioni sorprendenti che hanno lasciato Washington in stato di allerta. Negli ambienti europei, l’analisi è ancor più cruda, tanto che diversi osservatori hanno definito questo periodo come “un anno da Tso psichiatrico”. Il tycoon americano ha superato il suo stesso record, registrando 5,6 affermazioni fuorvianti al giorno, secondo il Washington Post. Questo repentino aumento è in parte dovuto alla crescente tensione diplomatica, in particolare per la questione della Groenlandia, che ha polarizzato l’attenzione internazionale.
Le Questioni Internazionali e la Groenlandia
Il braccio di ferro con l’Europa e la NATO sulla Groenlandia non è l’unico tema caldo. Le attuali dinamiche geopolitiche vedono il Regno Unito, sotto la guida del premier Keir Starmer, schierato contro Trump. Starmer ha espresso un chiaro “non ci sto”, affermando che l’Europa e il Regno Unito non devono piegarsi a minacce, altrimenti si accetterebbe un mondo regolato dalla forza, come sottolineato anche dal Financial Times.
In questo contesto, le alleanze fondamentali, come quella con il Regno Unito, sono messe a rischio. Le dichiarazioni provocatorie di Trump nei confronti di alleati storici hanno lasciato molti in preoccupazione. I risultati sono palpabili: le borse sono scosse e gli accordi di intelligence e difesa si trovano sotto pressione.
Un Presidente a Doppio Volto
Trump si presenta come un presidente a doppio volto. Mentre si offre come difensore dei diritti dei cittadini iraniani oppressi dal regime degli ayatollah, allo stesso tempo ordina una repressione violenta delle manifestazioni interne negli Stati Uniti. Le proteste in Minnesota, Washington e altre città in risposta all’uccisione di Renee Good da parte di un agente dell’immigrazione stanno ricevendo poca attenzione rispetto alle sue esternazioni sul piano estero.
Il panorama internazionale è dominato da temi complessi e controversi: dalla crisi in Venezuela alle tensioni con Pechino, passando per i dazi commerciali e le tensioni in Europa. La lista delle sfide è lunga e ogni giorno si aggiungono nuovi fronti di conflitto, mentre la presidenza Trump continua a muoversi tra slalom repentini e decisioni impopolari.
La Reazione della Comunità Internazionale
Il Financial Times ha sintetizzato la situazione con l’affermazione che “Trump sta facendo innamorare il mondo della Cina”. L’instabilità della politica estera americana spinge i leader occidentali a cercare un avvicinamento a Xi Jinping, considerato più saggio e astuto rispetto al presidente americano. L’opinione pubblica mondiale non è colpita dalle intimidazioni tariffarie, ma piuttosto dall’efficacia con cui la Cina sta reagendo a queste provocazioni.
Le misure militari americane in Venezuela e le tensioni con Mosca non hanno allettato le nazioni. Al contrario, si è assistito a un’evidente mancanza di fiducia verso la capacità di leadership di Trump e alla crescente preoccupazione per il futuro.
La Prospettiva Economica e le Elezioni di Midterm
Con il rischio di un inasprimento delle tensioni interne, il presidente Trump si trova ad affrontare un elettorato sempre più deluso. I sondaggi indicano una risposta altalenante ai suoi sforzi per gestire l’economia. Le imminenti elezioni di midterm potrebbero rappresentare un referendum sulla sua leadership, con un elettorato preoccupato per il costo della vita e l’inflazione che aumenta.
Il discorso di Trump al forum di Davos si concentrerà sull’economia, mentre il tema del dialogo internazionale potrebbe passare in secondo piano. In questo panorama incerto, l’uso degli ordini esecutivi solleva questioni sulla sostenibilità delle riforme e sui limiti giuridici delle sue politiche.
“Governare per decreto presenta rischi significativi”, nota William Galston della Brookings Institution, aggiungendo che “ciò che si costruisce di giorno può essere smontato di notte”.
Riflessioni Finali
Per gli americani, l’economia rimane la priorità assoluta. Collettivamente, si trovano di fronte a un presidente che ha messo in secondo piano le loro reali esigenze in favore di un apparente “Trump prima di tutto”. Come si evolveranno queste dinamiche nei prossimi mesi sarà fondamentale per capire il futuro della presidenza e la stabilità degli Stati Uniti, sotto la crescente pressione di un panorama internazionale in costante cambiamento.
(Fonti: Financial Times, Washington Post, Brookings Institution)
(ITALPRESS)
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