Frana in Sicilia: appello per fondi climatici, “Siamo stanchi dei danni”.

Frana in Sicilia: appello per fondi climatici, “Siamo stanchi dei danni”.

Frana in Sicilia: appello per fondi climatici, “Siamo stanchi dei danni”.

Sicilia in Emergenza: La Frana di Niscemi e il Rischio Climatico

Una Tragica Situazione a Niscemi

In Sicilia, la cittadina di Niscemi è stata protagonista di una drammatica emergenza dopo giorni di piogge incessanti. Un ciclone ha provocato una maxi frana, costringendo oltre 1.500 persone all’evacuazione. La frana si estende per circa 4 chilometri e ha fatto precipitare auto e strutture per oltre 20 metri, lasciando molte abitazioni in pericolosi bilico sul ciglio della nuova scarpata.

Le immagini della situazione catastrofica mostrano la gravità dei danni, e le autorità hanno messo in atto misure urgenti per tutelare la popolazione. La Protezione civile ha istituito una “zona rossa” di 150 metri nell’entroterra rispetto alla città costiera di Gela. Secondo il capo della Protezione civile, Fabio Ciciliano, “l’intera collina sta franando sulla piana di Gela. Ci sono case sul ciglio della frana che non possono più essere abitate”.

Accuse e Appelli alla Politica

Greenpeace Italia ha criticato duramente il governo per la mancanza di investimenti nella mitigazione dei cambiamenti climatici. In una nota ufficiale, hanno affermato: “Invece di proteggerci, il governo continua a fare scelte energetiche che aggravano la situazione, trasformando l’Italia in un hub del gas”. Secondo l’organizzazione, l’unico modo per evitare simili disastri è investire strutturalmente nella transizione ecologica, garantendo misure di mitigazione e adattamento alla crisi climatica.

Il governo italiano ha dichiarato lo stato di emergenza per tre regioni del Sud, inclusa Niscemi, e ha stanziato un primo fondo di 100 milioni di euro per fronteggiare l’emergenza. La presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, ha assicurato che si tratta solo di un primo passo per soddisfare i bisogni immediati degli sfollati.

L’Impatto Ambientale e il Rischio di Nuove Frane

Il terreno a Niscemi, composto da strati di sabbia e argilla, diventa particolarmente instabile durante le forti piogge. Geologi avvertono che la situazione è paragonabile a quella del 1997, quando una frana simile costrinse all’evacuazione di 400 persone. L’ultimo episodio ha riacceso il dibattito sulla sicurezza edilizia in una zona ad alto rischio di smottamenti.

Le autorità locali hanno avvertito i residenti che dovranno trovare soluzioni a lungo termine, poiché il terreno è instabile e i rischi di nuove frane rimangono concreti. La situazione è ulteriormente complicata dall’aumento dei fenomeni estremi legati al cambiamento climatico.

Le Conseguenze del Cambiamento Climatico

Greenpeace ha evidenziato come il ciclone Harry, che ha colpito duramente le coste siciliane, sia alimentato da un Mediterraneo in riscaldamento. “L’aumento delle temperature marine intensifica la violenza di eventi estremi”, hanno dichiarato. Senza interventi significativi per ridurre le emissioni di gas serra, l’innalzamento del livello del mare previsto entro il 2100 potrebbe alterare irreversibilmente la geografia dell’Italia, con 5.500 km² di pianura costiera a rischio sommersione.

Simona Abbate, della Climate Campaign di Greenpeace, ha messo in guardia: “Siamo stanchi di contare danni e vittime e di vedere gli effetti della crisi climatica trattati come un generico ‘danno da maltempo’ senza la dovuta attenzione”. Ha inoltre esortato i politici a prendere misure concrete per affrontare questa emergenza climatica.

Le Richieste della Politica

Elly Schlein, segretaria del Partito Democratico, ha chiesto al governo di dirottare i fondi destinati al controverso progetto del ponte sullo Stretto di Messina verso le emergenze climatiche. “Le priorità devono cambiare; i fondi devono servire a proteggere la vita delle persone e l’ambiente”, ha affermato.

Anche il WWF Italia è intervenuto, sottolineando l’urgenza di accelerare gli sforzi per l’adattamento climatico, in particolare nelle aree più vulnerabili. In un comunicato, hanno ribadito che la crisi climatica e le sue conseguenze sono ormai una “nuova normalità” e che occorre agire tempestivamente per mitigare i rischi.

Un Futuro Incerto

La situazione a Niscemi potrebbe rappresentare un campanello d’allarme per l’intera Sicilia e per l’Italia. Gli eventi estremi, alimentati dai cambiamenti climatici, stanno diventando sempre più frequenti e devastanti. Con circa la metà della popolazione italiana a rischio, è fondamentale che le istituzioni si impegnino in politiche di prevenzione e adattamento, al fine di proteggere non solo le persone, ma anche l’integrità del territorio.

Fonti ufficiali e dichiarazioni di esperti evidenziano l’urgenza di un approccio collaborativo e a lungo termine per affrontare questa crisi. Il tempo per intervenire è ora, prima che eventi catastrofici come quello di Niscemi diventino la norma, piuttosto che l’eccezione.

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