Scopri il cult classico Possession: un viaggio surreale che ti lascerà senza parole.

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Ti consiglio di guardare Possession senza sapere nulla

Se hai intenzione di vedere “Possession”, ti consiglio vivamente di farlo senza alcuna anticipazione. Non guardare il trailer e nemmeno finire di leggere questo articolo. Vai a guardarlo subito su Shudder, Criterion o Metrograph. In alternativa, verifica se la tua biblioteca offre l’accesso a Kanopy o Hoopla. Torna poi qui per parlarne nei commenti. Ma avvertimento: questo film non è per i deboli di cuore.

Un intreccio complesso e affascinante

“Possession” è un film che, anche se hai già conosciuto il suo sviluppo, risulta difficile da seguire. Dopo averlo visionato due volte, ascoltato tre diversi podcast e letto numerosi articoli, non sono ancora sicuro di aver compreso ogni aspetto della trama. Quello che so con certezza è che l’ho amato.

Sei immediatamente catapultato in una storia che ruota attorno a un matrimonio in crisi, sullo sfondo del Muro di Berlino. Qui troviamo un giovane e affascinante Sam Neill nel ruolo di Mark e Isabelle Adjani nei panni di Anna, la quale offre una delle performance più uniche e inquietanti della storia del cinema. Guardare Adjani è un’esperienza travolgente: passa con facilità da un distacco inquietante a un delirio frenetico. Sapere che questa interpretazione le ha causato un trauma psicologico non sorprende affatto.


Le performance memorabili

Un altro attore che spicca è Heinz Bennent, che interpreta Heinrich, l’uomo di cui Mark sospetta Anna si stia innamorando. La sua presenza scenica è simile a quella di un ballerino ubriaco; ogni sua apparizione è caratterizzata da una sorta di surrealismo. Nella cornice concreta di un altro film, il suo modo di muoversi sarebbe sembrato assurdo. Ma nell’incubo astratto di “Possession”, Bennent si inserisce perfettamente nel contesto, oscillando tra attacchi e approcci nei confronti di Mark.

Il regista Andrzej Żuławski è abile nel suscitare performance incredibilmente disordinate dai suoi attori e nel creare vere e proprie opere d’arte in movimento. Una delle scene più evocative è quella in cui Mark e Anna si trovano in un caffè, seduti su una panchina, mentre discutono le modalità della loro separazione. Sam Neill, in un momento di frustrazione, distrugge il locale, lanciando sedie e tavoli in una reazione che rimane impressa nella memoria. La bellezza visiva del film è innegabile.

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